Yazd
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Yazd

La “città nobile di Yazd”, come la chiamava Marco Polo, le sue mura sorgono nel cuore di un oceano di sabbia. Delimitata da Dasht-e Kavir a nord e Kavir-e Lut a est, è una città oasi nel mezzo del deserto. Le sue case di fango di uno o due piani, completate da un notevole sistema di ventilazione naturale: badghir o torri del vento, testimoniano l’ingegnosità degli yazdi (gli abitanti di yazd).

La storica città di Yazd si trova al centro dell’altopiano iraniano, 270 km a sud est di Isfahan, vicino alle rotte delle spezie e della seta. È una testimonianza vivente dell’uso di risorse limitate per garantire la sopravvivenza nel deserto. L’acqua viene portata in città da un sistema  detto kariz, una struttura progettata per raccogliere l’acqua sotterranea. Costruita sulla terra, la città di Yazd è sfuggita alla modernizzazione e ha mantenuto i suoi quartieri tradizionali, il sistema di kariz, vecchie case, bazar, hammam, moschee, sinagoghe, templi zoroastriani e il giardino storico di Dowlat Abad.

Attrazioni

Centro storico e antico quartiere Fahadan. Yazd deve la sua fama soprattutto all’architettura della città vecchia, interamente costruita con i mattoni crudi; i più importanti monumenti del centro storico sono però le cosiddette “torri del vento” che sovrastano i tetti e che si possono scorgere già da lontano. Per questo motivo Yazd è stata chiamata la “città delle torri del vento”.

Queste torri, chiamate badghir (letteralmente “acchiappa vento”) servono a procurare la necessaria ventilazione, poiché le case non possiedono molte finestre verso l’esterno. La badghir durante il giorno asporta l’aria calda dall’interno e, durante la notte, conduce aria fresca dall’esterno all’interno dell’edificio. Il sistema sfrutta due condizioni ambientali: la differenza di pressione dell’aria e la differenza di temperatura.

Moschea del venerdì – Dal portale di questa moschea si slanciano i due minareti più alti dell’Iran, infatti misurano 48 metri. Questa moschea non è famosa solo per l’altezza dei minareti, ma anche per lo splendido portale principale, decorato con piastrelle di maiolica intarsiata; si tratta infatti di un capolavoro artistico che offre una delle opere più affascinanti del viaggio in Iran. Per osservare i dettagli del taglio delle piastrelle di maiolica, basta avvicinarsi alla facciata principale.

Casa Fahadan, Mehr, un eminente esempio di una casa tradizionale nel centro storico di Yazd, dove si può bere seduti sui cuscini a bordo piscina. Ci sono le grandi stanze con volte a botte e le pareti ricoperte a metà con piastrelle di terracotta turchese e scavate con graziose nicchie a forma di arco a sesto acuto. Lo sciabordio dell’acqua culla dolcemente il sorseggiare del tè. Oggi la casa si è trasformata in un albergo tradizionale, ma esitate di entrare perché l’accesso è libero e calorosamente consigliato.

Caffè Biblioteca e vista panoramica

L’unica biblioteca turistica fissa del mondo che risale a 250 anni fa, si trova nel cuore della città centrale iraniana di Yazd. Questa biblioteca è l’unica biblioteca turistica permanente del mondo perché una di loro è su un treno in Giappone e un’altra su una nave in Italia. La Biblioteca Turistica Yazd è una nuova esperienza unica ed emozionante perché oltre ai libri offre tutta la produzione artigianale locale. In questa biblioteca ci sono molti libri e fonti di informazioni visive e uditive sulla cultura, architettura, arte e civiltà dell’Iran che sono a disposizione dei turisti in diverse lingue del mondo. La biblioteca è composta da cinque stanze. L’edificio della biblioteca, chiamato “Bam-e Yazd”, è la vecchia casa del Rafiean risalente ai periodi Zand e primi Qajar. Ha un’architettura iraniana e tradizionale. Bisogna recarsi poco prima del calar del sole, salire sul tetto della casa e sentire il vero significato di un panorama mozzafiato su tutta la città marcata dalla presenza delle torri del vento che fuoriescono dalle case creando un profilo unico in tutto Iran.

Museo dell’Acqua. In Iran, soprattutto nelle zone desertiche come Yazd, esisteva un sistema d’irrigazione sotterraneo che riforniva alle oasi l’acqua fresca dalle falde acquifere, tramite un sistema di canali sotterranei lunghi anche venti chilometri, con dei pozzi di ispezione detti “mil”, scavati artificialmente lungo il percorso del canale. Questi pozzi verticali garantivano l’accesso al tunnel sotterraneo, sia per il prelievo di acqua, sia per facilitare le necessarie opere di manutenzione. I canali, in persiano conosciuti come Kariz o Qanat, venivano scavati fruttando la naturale inclinazione del terreno, in modo che convogliassero le acque delle falde verso i terreni di coltivazione o un centro abitato. Anche nel lungo percorso, i canali subivano una minima perdita di acqua per evaporazione e non contaminavano l’acqua potabile. Tramite il Museo dell’Acqua si ha la possibilità di conoscere i dettagli di questo lavoro millenario dell’Iran.

Scuola di Ziaeiyeh Prigione di Alessandro. Alessandro Magno durante la sua conquista della Persia passò nella regione, ma non ha lasciato nessun riferimento attendibile a questo posto. Si tratta infatti di un’antica scuola coranica fondata nel XII secolo. Al centro, il cancello si affaccia su un kariz accessibile da una scala sotterranea. Significativo cambiamento di temperatura una volta giù. Dai però un’occhiata al plastico del centro storico, il bianco che indica gli elementi che ora mancano. Si vedono in particolare le iscrizioni cufiche persiane disegnate sulla fascia della cupola.

Mausoleo di Seyyed Rokaddin, eretto nel XIV secolo, in omaggio a uno dei discendenti del Profeta, questo mausoleo presenta una superba cupola con motivi geometrici, lo stucco dipinto all’interno e le piastrelle di ceramica sono tra le più affascinanti della città. Se siete appassionati delle montagne, antropologia, via della seta, deserto, trekking nel deserto, paesaggi storici e la cultura affascinante del medio oriente SITO Travel vi aiuta a organizzare il vostro viaggio in Iran, potete contattarci e contarci su di noi, perché la nostra esperienza nasce e si sviluppa sul campo.

Amir Chakhmagh

La piazza centrale di Yazd, risalente al XV secolo, è circondata da una moschea, da una cisterna sormontata da cinque torri del vento ottagonali (che ora ospita una casa di forza “Zurkhaneh”, e dalla superba facciata della moschea Amir Chakhmagh con il suo tre file di arcate e due alti minareti. Questa piazza apparteneva alla dinastia Mamelucchi la cui capitale era in Egitto. Dopo aver nominato il governatore di Yazd, Amir Chakhmagh costruì una moschea con quattro iwan, adornata con ceramiche smaltate.

Pasticeria Haj Khalifeh situato all’angolo della piazza di Amir Chaqmaq, offre una scelta molto completa di pasticceria da asporto da mangiare o da portare a casa. Questa pasticceria anche se non avete intenzione di portare un dolce a casa vostra, non esitate a fare un giro in negozio: potrete assaggiare tutte le specialità di Yazd: bakhlava, qotab o loze nargil (i dolci sono fatti con la farina di mandorle o farina di riso o farina di ceci, saporiti con il pistacchio, con cocco e acqua rosa).

Zur-Khaneh, un luogo tipico dedicato allo sport tradizionale iraniano. Zur-Khaneh, detto anche la casa del potere, è nata come l’educazione militare per i soldati durante l’Impero Persiano.

Atash-Kadeh – il Tempio del Fuoco. È sbagliato pensare che gli zoroastriani adorino il fuoco. Prima di recarsi in un Tempio del Fuoco, dove ancora arde il fuoco sacro, bisogna riconoscere il “fuoco” come l’elemento sacro perché, secondo questa filosofia, esso è fonte di Purezza e di Luce. Questa è la vera direzione verso la quale gli zoroastriani praticano il loro culto. Qui a Yazd nel Tempio del Fuoco arde questa fiamma sacra da più di 15 secoli e non è mai stata spenta. Il dovere sacerdotale o quello del Mago del Tempio è quello di svuotare le ceneri e fornire la legna per mantenere la fiamma accesa, affinché i praticanti possano rivolgersi ad essa perché considerata fonte del bene.

Giardino Dowlat Abad situato alla fine di un giardino-frutteto circondato da cipressi, si dice che la casa goda della più alta torre del vento (badgir) in Iran, a 36 m di altezza. Il sistema particolarmente ingegnoso consiste nell’accelerare il vento catturato nella torre comprimendolo quando soffia tra i pilastri, come un fischio. La corrente d’aria diminuisce naturalmente la pressione nella parte inferiore della torre e consente all’aria calda di salire, raffreddando così l’abitazione in cui si apre il fondo della torre. L’aria è rinfrescata anche grazie ai canali di acqua corrente, i kariz, che scorrono sotto la casa.

Torri del Silenzio, all’uscita della città, alle porte del deserto, due edifici circolari stanno in cima a un poggio. Le Dakhmeh o torri del silenzio hanno accolto i resti del defunto su grandi piattaforme circolari all’aperto. Consegnati ai rapaci, per non contaminare la terra considerata sacra dagli zoroastriani come altri elementi naturali (fuoco, acqua e vento), i cadaveri scomparvero rapidamente. La cremazione è stata vietata per gli stessi motivi. A quel tempo, solo i maghi avevano accesso alle torri, portando i resti in cima dove erano esposti sulle lastre di pietra. Dopo che gli avvoltoi furono passati, le ossa furono poste in una grande fossa circolare al centro della piattaforma. Questa usanza è durata fino al XX secolo prima di essere bandita dalle autorità. Oggi, gli zoroastriani seppelliscono i loro morti in tombe rivestite di cemento per non sporcare la terra.

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