Un Impero di beltà

Mille e una notte

Calma e Cultura

Questo è il terzo itinerario del ciclo “Calma e Cultura” che vuole abbinare due obiettivi nello stesso viaggio. Con il ciclo Calma e Cultura abbiamo pensato di soddisfare le diverse esigenze tempistiche insieme agli interessi culturali. Infatti, ogni itinerario sarà in grado di portarvi a provare una esperienza unica, facendo vivere la cultura locale con una strategia particolare, creata per gli amanti dei paesaggi tipici e le città meravigliose dell’Iran. Ciò che rende peculiare questo viaggio è l’attenzione focalizzata verso la coalizione tra le città fiabesche e i paesaggi tipici dell’Iran centrale. Il ciclo Calma e Cultura è il metodo di viaggiare con la possibilità di riflettere durante i tragitti e i pernottamenti nelle città più splendide dell’Iran. Solo così possiamo regalarvi un modo speciale per sentire diverse esperienze con una sola partenza. 

Di solito il tempo da dedicare ai viaggi è limitato. A volte ci capita di non avere il tempo per sedersi in un angolino del bazar sorseggiando un caffè e contemplare il trafficare della gente. Qualche volta abbiamo voglia di rimanere nella nostra camera o andare a passeggiare nei quartieri popolari o zone di lusso o ancora rimanere sulle dune del deserto o fermarsi davanti alle montagne pittoresche per respirare profondamente e scattare qualche foto. Tante volte abbiamo rinunciato a tutte queste voglie perché non c’era il tempo e bisognava partire. Il ciclo Calma e Cultura nasce proprio per dar lo spazio a queste esigenze che sembrano banali, ma sono molto preziose in quanto incidono le nostre memorie con i ricordi del viaggio. Con il ciclo Calma e Cultura abbiamo cercato di dare il massimo tempo possibile per osservare il mondo che ci circonda senza avere né premura di partire, né l’ansia di perdere i compagni. Abbiamo pensato di creare un itinerario meno impegnativo e più rilassante per poter camminare adagio e contemplare i dettagli dei volti, delle città e dei paesaggi. Infatti avendo più tempo a disposizione ci si può decidere se uscire più tardi dalla camera o rimanere nella casa del tè a chiedere il bis. Perché tra una visita e l’altra gli iraniani vi verranno a salutare per sciogliere il ghiaccio e scambiare due parole con voi.

Il punto di forza del ciclo Calma e Cultura è la possibilità di scegliere che tipo di vacanza fare sia in termini di durata sia di tipologia. Basta decidere la data di partenza e informarci sul motivo del vostro viaggio: relax, nozze, anniversario di matrimonio, regalo di compleanno, fidanzamento e tanti altri eventi. Abbiamo cercato di scegliere i posti più belli e affascinanti in assoluto in termini di tempistiche e tipologia del viaggio. E in fine, per catturare uno dei tanti momenti del viaggio in Iran, il nostro fotografo vi accompagnerà nella tappa più scenografica del viaggio a farvi compagna e regalarvi qualche scatto indimenticabile.

Più vacanze in una, insomma. Rischiate di tornare a casa e avere voglia di ripartire subito perché è proprio questo l’enigma del viaggio in Iran. Vale a dire, il punto più sorprendente del viaggio in Iran sarà senza dubbio la cordialità e l’ospitalità del popolo iraniano. Questo popolo lascia nel profondo del cuore dei viaggiatori uno dei ricordi più indelebili nella vita. Questo ricordo, a volte, supera le vestigia ammirate e la stessa storia persiana.

LUOGO DI PARTENZA / RITORNO Aeroporto internazionale IKA
ORARIO DI PARTENZA Si prega di arrivare almeno 3 ore prima del volo.
INCLUSO
Volo domestico Alloggi
Trasporto locale Guida professionale
NON INCLUSO
Biglietti d’ingresso
Pasti

1

Giorno 1º, Italia – – Tehran

L’ora d’arrivo a Tehran. Incontro con la guida di SITO Travel, che ci accompagnerà durante il viaggio in Iran. Trasferimento in albergo e pernottamento.

Hotel Azadi (es)

2

Giorno 2º, Tehran

Prima colazione. Giornata dedicata alla visita dei luoghi particolari della megalopoli iraniana. Prima di iniziare bisogna pur sapere che la storia dell’Iran non inizia certo nel 1979, ma la rivoluzione è indubbiamente una parte imprescindibile dell’identità e della storia del paese. La nascita dell’Iran moderno viene fatta risalire al 1925, anno in cui fu deposta la dinastia regnante Qajar e salì al trono Reza Pahlavi. Durante la sua ascesa Reza Pahlavi ebbe l’appoggio del clero sciita, tuttavia non appena salito al potere lo egli abbandonò l’alleanza con il clero e avviò varie campagne di modernizzazione e laicizzazione del paese. Grazie soprattutto alle entrate provenienti dal petrolio, lo scià ha potuto costruire il suo nuovo Stato basato principalmente su due pilastri: l’esercito e la burocrazia.

In mattinata ci spostiamo nella parte Nord della città, una zona molto interessante per osservare il progresso architettonico di una Tehran moderna. In più avremo la possibilità di visitare il Palazzo Niavaran che negli anni sessanta ha ospitato i politici più importanti del mondo. Dopo una piacevolissima sosta per il pranzo in un locale tipico della zona dell’alta borghesia di Tehran proseguiamo verso il vivacissimo Bazar di Tajrish per poi tornare in albergo camminando lungo il bellissimo viale alberato detto Vali’asr.

Il palazzo Niavaran è stato testimone di avvenimenti raccontati nei testi di storia, il tentativo di modernizzare l’antica Persia, finito drammaticamente, anche per i tanti fatali errori dello Shah. Il palazzo fu l’ultimo rifugio dello Shah di Persia prima di fuggire dal paese: percorrendo i corridoi e le stanze della residenza, vedremo gli indumenti e gli oggetti lasciati dallo Shah e dalla sua famiglia prima di abbandonare l’Iran. Niavaran in poche parole rappresenta un insieme di storie e oggetti che ci possono narrare una parte della storia moderna dell’Iran prima della Rivoluzione Islamica. Tra oggetti esposti notiamo i certificati da pilota degli aerei delle forze armate iraniane del figlio Reza, i regali fatti ai figli dello Shah dai potenti del mondo come il frammento lunare che Nixon regalò in una visita ufficiale. Farah Diba sorride da una foto mentre guarda il figlio che si è arrampicato su un albero, Reza in tuta aeronautica davanti a un caccia.

Oggi giorno Tehran è una pagina fondamentale della storia moderna in quanto mette a disposizione dei viaggiatori i suoi straordinari posti, bar, parchi e tanto altro. I progressi artistici, gli interventi architettonici e la rinascita dei tanti caffè allo stile tradizionale persiano, ha reso Tehran, in questi anni, un labirinto affascinante tanto da sorprendere il viaggiatore in ogni angolo urbano.

Di pomeriggio andiamo a fare una passeggiata piacevole sul Ponte della Natura; un’opera moderna della capitale iraniana. Il Ponte della Natura è un passaggio pedonale, costruito sopra una delle autostrade principali di Tehran e collega le due colline verdi della città. Il ponte è stato progettato da una donna iraniana di 26 anni di nome “Leila Araghian”. Leila stessa ha riferito di averlo progettato con lo scopo di far avvicinare le persone. Dopo la passeggiata sul ponte andiamo a vivere un altro lato urbano di Tehran in uno dei suoi caffè meravigliosi frequentati dai giovani artisti, scrittori nonché dagli abitanti della megalopoli.

Museo Niavaran

Pranzo in un locale tipico della zona Niavaran

Ritorno verso Albergo via Tajrish e Valiasr

Ponte della natura

Caffè Tehroon

3

Giorno 3º, Tehran– Shiraz

In mattinata, trasferimento in aeroporto domestico e partenza con il volo per Shiraz. Dopo il decollo all’aeroporto di Shiraz e l’incontro con il nostro autista andiamo a scoprire le meraviglie sorprendenti di questa città colma di cultura e storia. Infatti la parola Fars ossia Pars è il nome della regione di cui Shiraz è il capoluogo di provincia. Solo riflettendo un attimo sulla parola Pars ci rendiamo conto che qui siamo nel cuore della storia ed è in questa regione che i Persiani costruirono Parse detta anche Persepolis: città di Persia. Shiraz copre un asse storico talmente ampio che si passa dal IV sec a.C., fino al 1700. A Shiraz la vera poeticità degli iraniani sarà veramente tangibile perché qui nel centro storico, i monumenti, i giardini, il Bazar e le moschee narrano una cultura che abbraccia con tanta morbidezza ogni visitatore. Gli abitanti di questa città spariscono a mezzogiorno per poi comparire la sera nella piazza di Arg fino a tarda notte; amano sollazzarsi e sono i più spassosi e vivaci dell’Iran. Per scoprire l’atmosfera dionisiaca di Shiraz, il nome della città ci dice tutto, bisogna recarsi alla tomba del sommo poeta persiano “Hafez” o girovagare nelle viuzze del suo Bazar Vakil dove tanti commercianti europei trascorsero un periodo per trasportare il celebre prodotto del Dio Bacco.

Per comprendere l’atmosfera poetica e paradisiaca di Shiraz bisogna assolutamente recarsi in due posti splendidi della città i quali non fanno altro che arricchirci e rilassarci. Il primo si tratta di un tipico esemplare del Giardino Persiano nel suo splendore Giardino Eram, mentre il secondo è il mausoleo di Hafez il quale è dedicato al sommo poeta del XIV d.C., il mentore di Sufi. La mitezza della filosofia persiana è nata tra le righe delle poesie di Hafez. Ciò che rende il poeta immortale è la trasversalità del significato della sua poesia che evidenzia il frutto del suo pensiero “sufico” a tutti i lettori. La sorpresa della visita al mausoleo consiste nel fatto che la parola di Hafez è legata a Bacco e a Venere. Per cui leggere Hafez camminando nel suo giardino paradisiaco serve per capire la contraddizione che esiste tra un dolce stilnovista iraniano con la modernità avvenuta: forse potrebbe sembrare una poesia sovversiva!

Dopo una camminata in mezzo al Giardino Eram e dopo aver letto qualche poesia di Hafez torniamo in albergo per rifletterci sulla poeticità dell’Iran e Shiraz. Tardo pomeriggio dedichiamo il tempo per la visita al complesso più magnifico della regione: il Complesso di Vakil. Il gran Bazar è unico in Iran per l’architettura in mattoni dipinti, soffitti a volta creati per mantenere l’aria fresca d’estate e il caldo d’inverno.

Il caravanserraglio Saray-e-Moshir, unico nel suo genere, perché si entra nel cortile primaverile, in cui si può incidere un nuovo “Iter” per il mondo onirico; qui la l’immaginazione può spaziare. Di solito il termine Carovana fa venire in mente i colori dell’ambiente desertico, qualcosa che ha a che fare con i dromedari e con la sabbia del deserto. Tra gli spazi del Complesso Vakil, oggi giorno sono nati una serie dei caffè, bar e casa del tè che si abbinano molto bene con la serenità e la poeticità di Shiraz. Qui tra il trafficare della gente e i profumi delle spezie bisogna andarci nel cortile del Saraye Israfil e entrarci nella vena rilassante di Shiraz mangiando un gelato allo zafferano o una tisana profumata con i petali dei fiori di bergamotto – il profumo per eccellenza di Shiraz -. Nelle vicinanze del Saraye Israfil ci sono dei locali tipici quali saranno più che perfetti per ospitarci a cena e passare una serata in piena serenità e relax.

Mattina volo domestico per Shiraz 

Giardino Eram

Mausoleo Hafez

Pomeriggio Complesso Vakil

Cena nel locale tipico

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Giorno 4º, Shiraz – Persepolis

In mattinata dopo la colazione e un bis del caffè andiamo a scoprire la Moschea Nasir: il termine “eleganza” trova il suo vero significato all’interno di uno spazio sacro con le sue splendide piastrelle di maiolica policrome. Il clima primaverile di Shiraz si rispecchia non a caso sulle pareti, sulla vetrata e sulle squisite decorazioni di piastrelle. Questa moschea è un capolavoro della bellezza artistica della fine del ‘900, chiamata anche Moschea della Rosa, è un luogo molto accogliente, ma quello che colpisce a prima vista è il mondo cromatico proveniente dai petali di rosa, iris e non solo.

Ci spostiamo a piedi e dopo una camminata di 10 minuti entriamo ora nel padiglione del giardino Narenjestan.  Il Narenjestan o il Giardino Qavam di Shiraz risale all’epoca di Qajar (1880). A causa dell’abbondanza di alberi di arance acide ossia di bergamotto, è stata chiamata Narenjestan perché Narenj per l’appunto vuol dire bergamotto. Non a caso Shiraz è la città più famosa per i suoi bergamotti che si incontrano lungo le strade della città. L’edificio del Narenjestan è stato un luogo dove la gente comune andava per scopi amministrativi e vi si tenevano incontri pubblici, nonché incontri tra dignitari e nobili di Qajar.

Dopo il pranzo partiamo per Persepolis, la città sacra fondata da Dario nel 524 a.C., per celebrare il 21 marzo la festa del Nowruz (giorno nuovo) ovvero il capodanno persiano. Persepolis venne conquistata e bruciata da Alessandro Magno come vendetta del saccheggio che fece Serse durante le guerre persiane. L’escursione a Persepoli approfondisce i dettagli di una maestosa città dove Dario e Serse per costruirla fecero venire i miglior artigiani, pagati e assicurati dalla legge reale. Qui non si fa solo un approfondimento architettonico bensì con i meravigliosi bassorilievi del Palazzo Apadana si può sfogliare un antico libro di stampo antropologico. Tra le rovine si possono visitare i suoi imponenti palazzi che non smettono mai di impressionare i viaggiatori: il Palazzo Cento Colonne dove il Re riceveva i generali, la Sala delle Udienze detto Palazzo Apadana con una pianta quadrata e sei file di colonne, alte fino a 19 metri. Le scalinate di accesso raffigurano cortei di Satrap e le guardie imperiali detti i Soldati Immortali. La luce poco prima del tramonto sarà perfetto per il nostro fotografo che vi accompagnerà durante l’escursione a Persepoli per catturare i momenti più belli del vostro viaggi nella Polis dei persiani.

A due passi dal sito archeologico esiste una struttura storica che oggi funge da albergo. Quest’ultimo una volta ospitava gli archeologici e capi delle squadre che lavoravano negli anni 30 e 40 del 1900 durante gli scavi archeologici. Negli anni 60 e 70 lo Scià della Persia, Mohammad Reza e la sua terza moglie, Farah Diba, si rivolsero a questo albergo in occasione del 2500º anniversario della fondazione dell’Impero Achemenide da parte di Ciro il Grande.

Dopo la visita torniamo in Apadana Hotel e la sera saremmo gli unici ad avere la possibilità di camminare sotto le mura della magnifica Persepolis.

Mattinata la Moschea Nasir

Giardino Qavam

Pomeriggio Escursione a Persepolis

Cena e Pernottamento a Hotel Apadana a Persepolis

5

Giorno 5º, Persepolis – Isfahan

Dopo la colazione, partiamo per Isfahan. “Il fiore delle Mille e una notte” è la ciliegina dell’itinerario e lo troviamo a Isfahan. La città è un quadro storico che completa il viaggio in Iran. Non è un caso che Isfahan ha attirato l’attenzione di Pasolini per girare alcune scene del suo film nella piazza Naghsh-e Jahan. Ed ecco un detto persiano che dice: Isfahan è la metà del mondo: Isfahan nesfe Jahan. Infatti la fioritura dell’architettura islamica nacque qui nella Piazza Naghsh-e Jahan dove il colore blu turchese domina le sue moschee e il cielo sopra la Piazza, ossia l’antico campo di Polo, col passare del tempo, è diventata la sede delle pregiatissime botteghe artistiche. L’età safavide corrisponde al terzo impero persiano che ha riportato il potere iranico al trono, instaurando una nuova Persia, fondata sulle relazioni politiche, religiose e militari. La presenza della Cattedrale Vank gestita dalla comunità dei cristiani armeni fin dal 1605 d.C., ne fa un esempio eclatante. Tuttavia il potere safavide si ammira nell’arte e così a Isfahan è nata una fase di “rinascimento” della civiltà, della cultura e delle arti persiane. Il periodo rinascimentale islamico in Iran vede il fulmine artistico sotto il governo dello scià Abbas I (1587-1629).

A Isfahan, in pochi secondi, si realizza il sogno di ogni viaggiatore del Medio Oriente: Iran e il suo fascino rinascimentale; basti pensare agli affreschi del Palazzo Quaranta Colonne o il soffitto splendido della sala della Musica del Palazzo Ali Qapu.

La nostra serata è dedicata alla camminata sulla via antica Chahar Bagh che ci porta verso il ponte vecchio detto il Ponte 33. Qui a Isfahan quando termina una visita riparte un’altra e il viaggiatore incoscientemente si prepara ad ascoltare le narrazioni della città come se Shahrazad le leggesse direttamente da “Mille e Una Notte”.

Dopo la passeggiata sul ponte antico ci prepariamo per andare in un locale tipico nel pieno centro storico per assaggiare i piatti tipici della cultura iranica.

Passeggiata nel boulevard Chahar bagh e Ponte 33

Abbasi Hotel

6

Giorno 6º, Isfahan

Di mattina visita alla Piazza Reale o Naghsh-e Jahan, in persiano (l’immagine del Mondo) polo urbanistico della città, ridisegnato da Shah Abbas I. Nella grande piazza centrale Naghsh-e Jahan (metri 512 x 163) si affacciano due serie di archi dove nella parte bassa ci sono tutte le botteghe degli artisti dove producono e vendono la maggior parte dei prodotti dell’artigianato dell’Iran come le miniature, i turchesi e le stoffe. La Piazza Naghshe Jahan ospitava un’èlite di commercianti che erano alla ricerca della raffinatezza artistica. Sempre nella piazza si trovano ancora oggi i pali che servivano a delimitare il campo da Polo realizzato 400 anni fa.

Dopo le visite si ritorna in albergo, e di pomeriggio andremo a scoprire lo storico quartiere degli armeni di Isfahan conosciuto come Jolfa. A Isfahan tutto è possibile. La multietnicità iranica è un fattore rilevante per capire l’Iran di oggi. Mentre alcuni nomadi risiedevano e risiedono tuttora nell’altopiano iranico oramai da più secoli, altre etnie come Turkmeni o fedeli di altre religioni, come i cristiani, sono venuti in Iran in seguito a motivi geopolitici, riconoscendo a questo Stato la tolleranza verso le altre etnie e religioni; questo è sempre stato un valore aggiunto dato da una cultura millenaria. Basti solo pensare, in questo preciso caso, agli Armeni che si sono dovuti trasferire in Iran sull’ordine diretto dello scià Abbas I. Infatti, gli Armeni della zona Jolfa dell’Armenia, negli anni venti del seicento hanno lasciato per sempre la loro patria, devastata a causa di un continuo conflitto tra ottomani e safavidi, e sono venuti a Isfahan, iniziando una nuova fase socio-religiosa, costruendo sia le loro chiese che la sede principale del loro cosiddetto Califfato Armeno. Il quartiere Jolfa a Isfahan ha accolto gli Armeni, e lo scià Abbas I, in un manoscritto, firmato da lui stesso, ha permesso loro di instaurare nuovi rapporti commerciali e religiosi, concedendo loro una certa libertà completamente sostenuta da parte della Corte safavide. Gli Armeni hanno aperto una importante via commerciale nel cuore della Capitale dei safavidi “Isfahan”. In più la sede del Califfato degli Armeni focalizza in primis la pubblicazione dei nuovi testi religiosi, utilizzando l’invenzione di Gutenberg in Iran. Tutto sommato Isfahan è un riassunto storico degli eventi gestiti dagli Armeni, i quali tutt’ora vivono nel quartiere di Jolfa dove la bellezza architettonica e i dettagli degli affreschi della Cattedrale Vank sorprendono qualsiasi tipo di viaggiatore.

Tardo pomeriggio dedicato alla passeggiata nel quartiere Jolfa, sedersi in uno dei locali tipici della zona a bere il caffè o le tisane famose persiane. Per la cena ci spostiamo in un angolo diverso dentro il Jolfa per rilassarsi ancora di più e conoscere i diversi luoghi frequentati o gestiti dai giovani della zona.

Piazza Naghshe Jahan

Pomeriggio Quartiere Jolfa

Cena in un locale nel quartiere degli armeni

7

Giorno 7º, Isfahan – Abyaneh – Kashan

In tarda mattinata partenza per Natanz poi si prosegue il viaggio lungo le pendici del monte Karkas “avvoltoio” ed ecco che si entra in un palcoscenico meraviglioso, dato da una vallata dove possiamo ammirare uno dei più antichi villaggi tradizionali dell’Iran “Abyaneh”, a quota 2200 mt sul livello del mare. Il borgo, che trova le sue origini nell’età achemenide del 400 a.C., è circondato dalle rovine di una fortezza sassanide del 300 d.C. ed è anche famoso sia per il color rosso ocra delle case che per la rosa disegnata sul lungo foulard indossato dalle donne del villaggio. (la fattibilità della visita dipende dalla stagione e la neve). Dopo la visita del villaggio si prosegue verso Kashan. Bisogna sapere che Kashan gode di un clima desertico e un periodo estivo notevolmente caldo. L’invenzione degli abitanti della città, fa nascere una casa a due o tre livelli diversi dove semplicemente ci si può rinfrescare o riscaldare una camera o un salone a seconda della stagione in cui ci si trova. Però l’importanza della città non è solo la varietà delle case che esistono. Kashan viene conosciuta piuttosto per la produzione pregiata dell’acqua di Rosa della Persia. Infatti, il viaggio in Iran ora assorbe il suo profumo originale, ossia il profumo dei petali di rosa che viene coltivata sulle colline della zona centrale dell’Iran. Questa bella città sorta in un’oasi verdeggiante ancora oggi ospita alcune delle più belle case tradizionali della regione. Il pernottamento del viaggio prevede di passare una serata in piena pace in un posto fiabesco ossia una ex-villa ottocentesca che ha mantenuto i suoi criteri bioclimatici adattandosi ai ricevimenti degli ospiti. A Kashan visitiamo uno storico bagno antico detto Hammam Soltan Ahmad. Siamo in un complesso termico dove lo spazio si divide in tre parti diversi: Frigidarium, Tiepidarium, Caldarium. Ciò che fa evidenziare la bellezza di questo Hammam è la decorazione delle pareti e la posizione delle vasche d’acqua nella prima sala. Ogni padiglione di questo ambiente è riservato ad un livello sociale diverso: i discendenti del Profeta, i clerici, i signori locali, i nobili, i commercianti del bazar e i contadini.

Dopo aver visitato il Hammam e un breve riposo, ci prepariamo per andare al Bazar popolare e vivacissimo di Kashan. Si tratta di uno dei Bazar più lunghi dell’Iran che ci offre la possibilità di curiosare nei Saray e cortiletti interni che hanno mantenuto il loro stile tipico iranico e orientale. Infatti Saraye Amin Addoleh è uno dei cosiddetti cortili più eleganti del Bazar di Kashan dove la vasca centrale è circondata dai negozi di antiquariati e tappeti famosi della città. In più, sempre intorno alla vasca centrale, c’è un tipico caffè che ci ospita a bere un tè e contemplare serenamente i movimenti quotidiani della gente del loco. Ritorniamo ora in albergo per passare una serata completamente serena negli spazi meravigliosi del nostro cosiddetto albergo.

 

Visita al villaggio Abyaneh

Hammam Soltan Ahmad

Pomeriggio: una tazza di tè nel bazar affascinante di Kashan

Cena e pernottamento Casa Ameri o Manuochehri

8

Giorno 8º, Kashan – Qom – Tehran

A Kashan si trova anche il Bagh-e Fin, uno dei più famosi giardini persiani visitabili durante il viaggio in Iran. Il giardino Fin è stato progettato dallo scià Abbas I (1557-1629), come una visione terrena del Paradiso. Il concetto del Giardino persiano prende l’anima solo quando il viaggiatore dà ascolto alla melodia che scaturisce dallo sciabordio dell’acqua, lungo il percorso dei vari canali. Ancora oggi la vasca centrale dell’acqua detta la gola del cammello ha il dovere di distribuire l’acqua in tutti i canali laterali, utilizzando la semplice teoria dei vasi comunicanti. Nel 1600 il Giardino persiano Fin in Iran è divenuto importante perché lo scià Abbas I, lo ha scelto come il luogo ideale per l’incoronazione reale quando salì al trono. Ma due secoli dopo, anche i re dei Qajar scelsero il Giardino Persiano Fin a Kashan come sede operativa della Corte. In mezzo al verde del Fin solo i cipressi e i platani possono raccontarci la simmetria e l’eleganza della planimetria del Giardino persiano. D’altronde ci sono ancora i magnifici affreschi nell’edificio costruito dai re dei Qajar che risalgono agli anni 70 del 1800, e infine per saperne dei segreti del Giardino Fin bisogna entrare nel complesso dell’Hammam, famoso per la storia dell’assassino o tentativo di suicidio di Amir Kabir, il riformista dell’amministrazione dei Qajar. Visiteremo la Moschea e madrasa di Agha Bozorg il quale rappresenta un complesso interessante a due piani che funge ancora sia da scuola coranica che una Moschea.

Dopo le visite ci rechiamo verso un’altra casa storica della città per osservare i dettagli dell’architettura cosiddetta bioclimatica e assaggiare qualche delizia della zona. Dopo una breve sosta e aver bevuto un tè all’acqua di rosa siamo pronti per partire verso Qom. Essa è una delle città sante dell’Iran, dominata dall’imponente santuario dedicato a Hazrate Masumeh; Fatima l’Innocente era figlia del settimo Imam Musa ibn Ja’far e sorella di Ali ibn Musa al-Reza, ottavo Imam degli Sciiti e discendente del profeta. Hazrate Masumah era nata nel 789 d.C. nella città di Medina; quando nell’816 si stava recando a Marv per fare visita al fratello, si sarebbe ammalata (o ferita durante un saccheggio ai danni della carovana) nel momento in cui la carovana che la trasportava stava arrivando a Saveh, venne trasportata a Qom dove morì a 27 anni. Ogni anno migliaia di sciiti del medio oriente si recano in Iran dedicandosi ai rituali del pellegrinaggio presso i santuari dei loro santi. Nel complesso del Santuario della Hazrate Masumeh è possibile arrivare fino all’entrata della camera di sepoltura, dove uomini e donne separatamente toccano il sepolcro.

Il sole sta calando e il paesaggio, del viaggio di ritorno, diventa sempre più rossiccio a seconda dei raggi di sole che colpiscono la via del ritorno verso Tehran. Il viaggio in Iran sembra iniziato proprio due ore fa, e non appena stai, pian piano, capendo l’Iran e gli iraniani arriva il tempo di chiudere la bisaccia e ripartire per il proprio paese. Però c’è una netta differenza nella bisaccia prima della partenza e dopo; ora è piena non solo di tante emozioni e di entusiasmo, ma anche di tanta cultura. Di solito il viaggiatore si preoccupa dei kili in più nella bisaccia e mentre fissa il colore del cielo pensa a come organizzare i regali; vorrebbe comprare tutto dai pistacchi, ai tessuti, ai turchesi. Sappiamo però che nella bisaccia ci sta tutto tranne una cosa: l’ospitalità della gente che abbiamo trovato in giro per i Bazar, nei ristoranti o nei siti archeologici. Questa immagine rimane incisa nei cuori ed è il souvenir immortale che il viaggiatore si porta ovunque andrà e per tutti coloro che hanno apprezzato questo tour sarà una giusta motivazione per tornare in Iran per la seconda volta.

Si prosegue il viaggio fino all’aeroporto. Cena e breve riposo all’albergo Ibis presso l’aeroporto.

Moschea Agha Bozorg

Giardino Fin

Pranzo in Casa storica Abbasiyan

Lungo la strada visita a Qom

Ibis Hotel Tehran

9

Giorno 9º, Tehran– Italia

Il trasferimento all’aeroporto internazionale ” Imam Khomeini” per il volo Tehran – Italia.

RECENSIONI DEL TOUR

5.00 alla base di 2 Recensioni
Settembre 11, 2015

Siamo stati in Iran questa estate per nove giorni, itinerario da Teheran a shiraz e siamo stati subito conquistati dall’accoglienza di questo popolo, dalla loro incredibile storia, dai dolcetti al cocco al bazar, dal gas picnic in strada. Grazie anche a Sama e Hamed che hanno organizzato tutto nel dettaglio facendoci sentire a casa. Grazie alla nostra fantastica guida Fardin che ci ha insegnato questo paese, perla tra le guerre, con le sue meravigliose contraddizioni e soprattutto si è preso cura della nostra bambina che da due mesi stava nella mia pancia e alla quale racconterò il viaggio meraviglioso che ha avuto la fortuna di fare.

Dicembre 31, 2019

Nuscin
Desideriamo ringraziarti per l’organizzazione del viaggio che è stata perfetta. Siamo tornati a casa molto contenti e soddisfatti e con tanti bei ricordi che ci faranno iniziare al meglio il nuovo anno.
Mitridate è stata una guida preparata, generosa, gentile e sempre disponibile. Ci ha guidato a conoscere meglio e in profondità il vostro bellissimo Paese e il suo popolo, fino a ieri molto lontani, ma da oggi più vicini nella nostra comprensione.
Auguriamo a te, ad Hamed e a tutto lo staff della vostra agenzia uno splendido 2020!

A presto!

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