13 Giorni
Durata
L’estate
Date
4/10
Fisicità
Visita
Patrimonio mondiale dell'UNESCO

Escursionismo tra i paesaggi storici 

13 giorni/12 notti 

Escursionismo tra i paesaggi storici” è un viaggio ideale per gli amanti della natura e coloro che vogliono vedere dei paesaggi particolari dell’alto piano iranico. Ciò vuol dire durante questo viaggio siete in contatto diretto con la montagna e la pura natura iranica in più avete la possibilità di contemplare i posti storici della storia antica dell’Iran. Preparatevi per una scoperta imparagonabile perché noi siamo sicuri che per anni e anni la vostra memoria penserà e ripenserà a quello che andrà a vedere in questi magnifici posti della antica Persia ossia L’Iran.

Il nostro viaggio in primis parte con un soggiorno importante a Tehran, l’attuale capitale dell’Iran. Dove potremo avere un’idea generale di che cosa si tratta una megalopoli mediorientale. Dopo aver visitato una parte di Tehran, a partire dal secondo giorno, ci dirigeremmo verso l’ovest e nord-ovest dove le pendici dei monti Alborz ci faranno da compagna per regalarci dei ricordi indimenticabili. Il nostro viaggio in Iran oltre a svelare la natura originale, ci farà conoscere la cultura azera e il magnifico Bazaar di Tabriz ossia il Bazaar per eccellenza al mondo. Questa affascinante città adagiata sulle pendici dei monti Alborz si svela agli occhi del visitatore con la sua natura orgogliosa e la sua ricchezza architettonica di stile azero. Questo stile definisce fin dal primo momento una divergenza antropologica per il semplice fatto che nella regione dell’Azerbaijan iraniano si parla prevalentemente l’antica lingua azera.

Escursionismo tra i paesaggi storici” è un tuffo nella natura dell’Iran attraverso i colori, la montagna, i castelli, i laghi e i siti di grande importanza storica come, il castello di Alamut e il santuario dello sceicco Safiddin a Ardabil. Quest’ultima città ci permette di approfondire la storia del pensiero filosofico e religioso di Sheikh Safi che fondò la base ideologica della dinastia saffavide di stirpe azera. Tra tutte le scoperte che faremo durante il viaggio in Iran quello che ci sorprende, di sicuro, sarà il villaggio Masuleh nelle vicinanze del Mar Caspio. Masuleh è un villaggio tipico sulle pendici montuose di Alborz che gode di una architettura cosiddetta bioclimatica. Infatti la zona del nord-ovest dell’Iran viene considerata come una zona fertile e adatta per la produzione di miele, succo concentrato di melograno e in più l’allevamento delle pecore e capre le quali senza dubbio offrono dei tocchi particolari alla cucina locale. In realtà una semplice colazione in questo viaggio sorprenderà il vostro palato perché oltre alle immagini ricorderete anche dei sapori deliziosi di questa splendida terra che vi spacchetta giorno dopo giorno delle sorprese.

LUOGO DI PARTENZA / RITORNO Aeroporto internazionale IKA/ Aeroporto Tabriz
ORARIO DI PARTENZA Si prega di arrivare almeno 3 ore prima del volo.
INDOSSARE Abbigliamento sportivo comodo, scarpe da trekking, cappello, giacca e crema solare.
INCLUSO
Pasti Alloggi
Trasporto locale Guida professionale
NON INCLUSO
Biglietti d’ingresso
Volo domestico

 

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1° Giorno, : Italia - Tehran

Partenza con volo di linea. Arrivo nella capitale dell’Iran: Tehran situata alle pendici dei monti dell’Alborz. Incontro con la guida di SITO Travel. Trasferimento in albergo, pernottamento.

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2° Giorno: Tehran

Cominciamo il viaggio con la visita della capitale dell’Iran Tehran: la città più movimentata e cosiddetta effervescente iraniana. La megalopoli iraniana con più di 8 milioni di abitanti, dimostra la sua raffinatezza in un’atmosfera caotica come tutte le grandi città del mondo. Tehran è però una pagina fondamentale della storia moderna in quanto mette a disposizione dei viaggiatori i suoi straordinari musei, come il Museo dei Gioielli che espone la Collezione più importante al mondo. I progressi artistici, gli interventi architettonici e la rinascita dei tanti caffè allo stile tradizionale persiano, ha reso Tehran, in questi anni, un labirinto affascinante tanto da sorprendere il viaggiatore ad ogni angolo urbano.

 

A Tehran andremo a scoprire una curiosità molto interessante ovvero ci recheremo a visitare una delle perle nascoste della capitale. Infatti tra i siti e i musei a Tehran ci sono quelli meno visitati dai viaggiatori come il Museo d’Arte Contemporanea: uno splendido complesso creato sull’iniziativa dell’ex-principessa della persia, Farah Diba nel 1977.

Il Museo d’Arte Contemporaneo è stato chiuso nel 1979 e ha avuto una nuova apertura solo dopo la rivoluzione islamica. Nella sua nuova fase alcune opere hanno subite degli spostamenti perché l’arte contemporanea occidentale era considerata depravata e tante opere inestimabili venivano messi nel seminterrato del museo non aperto al pubblico.  Nonostante ciò nel 2015 numerose opere sono state riesposte per la prima volta dopo quasi 40 anni. Tra queste opere si può citare in particolare l’affresco di Jackson Pollock “Sul fondo rosso indiano” considerato da tanti critici d’arte come l’opera migliore dell’artista. Dopo aver visitato il Museo ci dirigeremo quindi a nord della città per una passeggiata ai piedi del monte Tochal, nel quartiere di Darband, una zona popolare, ricca di locali e piccoli ristoranti e sale da tè.

Cena e pernottamento in albergo.

3

3° Giorno: Tehran– Alamut

Tragitto paesaggistico verso l’enigmatico Castello di Alamut. Esso è situato tra le montagne sul bordo occidentale della catena degli Alborz, tra la pianura di Qazvin a sud e la provincia di Mazanderan al confine con il Mar Caspio a nord. In passato una parte di queste montagne costituiva il distretto di Daylam, che era ed è tuttora remoto e selvaggio. Le montagne infatti separano la pianura dell’Iran centrale dal Caspio e sono una formidabile barriera naturale e paesaggistica. Sul lato nord le pendici sono densamente boscose, e si trovano gli animali selvatici come cinghiale, orso, e in epoca medievale dovevano essere stati molto di più tra cui la tigre del Caspio – oggi la specie corre seriamente il rischio di estinzione –.

Il nostro viaggio segue per certi tratti una parte storica della storia antica della Persia ovvero la via della seta.  Infatti durante l’impero persiano, furono realizzate una serie di opere tra cui la Via Reale Persiana: circa 3 mila km di strade che collegavano varie satrapie dell’impero persiano: dall’odierno Iran fino al mar Mediterraneo, passando per la Turchia di oggi. La via Reale di Persia fu la base fondamentale di quella che sarebbe diventata la via della seta, la quale si espandeva esattamente per 3000 chilometri dalla città di Ecbatana (odierna Hamedan), fino al porto di Smirne in Turchia sul mar Egeo. Dario I, durante il suo regno, provvedeva ad un controllo costante della via reale affinché potesse garantire la sicurezza e collegamento continuo tra tutte le satrapie dell’Impero achemenide. La via aveva varie fermate e i viaggiatori comuni impiegavano tre mesi per percorrerla, mentre i messaggeri imperiali con cavalli freschi la attraversavano in nove giorni. Con l’espansione di Alessandro Magno in Asia minore aprì definitivamente la rotta marittima dal delta dell’Indo al golfo Persico e fu quindi questa la vena principale del collegamento tra Oriente e Occidente.

La via della seta indirizzava i viaggiatori verso Uzbakistan, Afghanistan, Turkmenistan e Iran laddove passava da Neishabur e Semnan per arrivare a Tehran, Qazvin e Tabriz e procedere verso il mar Egeo di Smirne. Qazvin trova le sue radici nel periodo di massimo splendore del commercio attraverso la via della seta in Iran. Inoltre, con lo spostamento della capitale dei safavidi da Tabriz a Qazvin, essa divenne anche un polo politico oltre che commerciale. Oggi giorno la città di Qazvin mette a disposizione dei viaggiatori i suoi luoghi affascinanti i quali saranno in grado di narrarci una storia profumata ed ereditata dai tempi del passaggio della seta e delle spezie.

Arrivo nella valle di Alamut. Cena e pernottamento in una delle case/appartamenti tradizionali della zona.

4

4° Giorno: Tehran-Alamut

La mattina dedicata alla scoperta dell’enigma del castello e scoprire il meraviglioso paesaggio della valle e il lago Avan. Una giornata pieno di storia che si fa valorizzare nel contesto di una natura tipica delle pendici dei monti Alborz. Durante le camminate bisogna assolutamente dare l’attenzione a quello che si sente in giro perché molto probabilmente avremo la possibilità di vedere il volo potente e maestoso delle aquile reali che sorvegliano la vallata e si faranno notare con il loro canto. Infatti la zona è riconosciuta come il nido dell’aquila giusto perché la natura della valle offre una condizione perfetta per il loro habitat.

La storia del castello di Alamut è legata radicalmente a quella di Hassan Sabbah (1034 –1124), per cui prima di recarci ripassiamo l’ideologia e la dottrina religiosa di cui Hassan faceva il capo ad Alamut. Egli è nato a Qom in una famiglia musulmana e sciita e fin da bambino ricevette la sua educazione religiosa. Frequentò un centro delle attività ismailita dalla metà del IX secolo e di conseguenza, dopo aver appena compiuto diciassette anni, si convertì all’ismailismo. Ismailista è una setta dell’Islam sciita, che considera come suo imam, che riapparirà un giorno per far trionfare la vera fede, il settimo imam, ossia Imam Ismail, e non il suo fratello minore Musa che gli altri sciiti duodecimani lo riconoscono come successore della discendenza profetica.

Il missionario di ismailita era una persona molto speciale. Aveva una formazione intensiva nella dottrina di ismailita e ci si aspettava che conducesse una vita esemplare in modo da attrarre le persone attraverso la sua pietà. Ci si aspettava che facesse molta fatica con il proprio progresso spirituale, punendosi quando si comportava male e ricompensandosi se avesse fatto bene. Si è comportato in modo simile nei confronti delle persone di cui era responsabile. Doveva essere esperto in diverse professioni – carpentiere, marinaio e così via – in modo da poter guadagnarsi da vivere e anche avere una copertura per le sue attività.

Nell’anno 1080 un uomo di nome Hassan che era un missionario o propagandista di ismailita, stava facendo conversioni in tutto il nord-ovest dell’Iran, ma questo successo l’aveva reso un uomo segnato; le autorità lo stavano inseguendo e il visir Nizam al-Mulk stesso aveva dato ordini per il suo arresto, poiché gli ismailiti erano considerati rivoluzionari e sovversivi. Nel 1090, Hassan Sabbah, prese il castello di Alamut ne fece il centro del movimento ismailita. L’invasione dei turchi selgiuchidi mise fine a questo “intermezzo iraniano” ma non alla sede della ribellione situata sulle montagne di Daylam. Conquistato dagli ismailiti, Alamut divenne il centro di uno stato sciita isolato che doveva durare 166 anni e perseguire l’obiettivo di rompere il dominio dei selgiuchidi sunniti. Vivendo tra popolazioni ostili, gli ismailiti furono spesso vittime di massacri ai quali reagirono con spettacolari omicidi politici e cosiddetti “crimini santi” previsti ad Alamut. L’uso del terrorismo, una tendenza alla segretezza e all’esoterismo, e una rigida gerarchia favorirono lo sviluppo di leggende romantiche e guadagnarono agli ismailiti epiteti peggiorativi come hashishiun ossia coloro che fumano hashish da cui deriva “assassino” divulgato in occidente.

La biblioteca e le strutture astronomiche di Alamut erano famose; le sue fortezze erano un paradiso per studiosi e personaggi politici. Tuttavia i selgiuchidi ricatturarono alcune delle fortezze di ismailiti, ma per sette anni Alamut resistette con successo agli attacchi. Con la morte di Hassan Sabbah nel1124, lo stato di Alamut fu saldamente stabilito e molte fortezze degli Alborz erano sotto il suo controllo.

Cena e pernottamento in una casa tradizionale nel villaggio.

5

5° Giorno: Alamut– Qazvin – Masuleh

Di mattina partiamo per Qazvin alla scoperta dei suoi splendidi luoghi storici:

  • andremo a passeggiare lungo l’elegantissimo corridoio del Saraye Sa’do Saltane. Si tratta di uno dei luoghi più spettacolari del tradizionale Bazaar dell’Iran. Questo caravanserraglio in mattoni contiene diverse porte d’ingresso, alcune sono collegate alle strade circostanti, altre sono connesse alle diverse parti del Bazaar. Le porte d’ingresso includono il vestibolo con un bellissimo stile architettonico. C’è un Chahar-Sough sul lato sud di questa parte con una cupola sopra esso. Intorno a questo passaggio a forma di croce latina ci sono 16 camere con un’altezza di un metro e porte in legno intagliato.
  • Chehel Sotun, il padiglione di Qazvin faceva originariamente parte del primo complesso del palazzo safavide nel 1596. Il palazzo nella sua forma attuale è una sopravvivenza unica del periodo safavide. Le sue decorazioni safavide e qajaride sono chiaramente distinguibili: piastrelle, per lo più del periodo Qajar, all’esterno, e dipinti murali della struttura originale safavide all’interno. Nello sviluppo dell’architettura il palazzo Chehel Sotun di Qazvin anticipa uno stile peculiare durante il regno dei safavidi anche nelle altre città dell’Iran come Isfahan e Zanjan.

Partenza alla volta del villaggio di Masuleh che si è incastonato tra le montagne e si sviluppa sotto la forma di gradoni terrazzati. Nell’architettura di questo villaggio, il tetto dell’abitazione sottostante corrisponde al cortile della casa superiore. I materiali utilizzati nella costruzione della casa sono locali e per la maggior parte sono rocce impiegate per l’edificazione di muri a secco in modo irregolare con l’ausilio della malta di fango e calce. Questo tipo di case rappresenta la conoscenza delle generazioni precedenti che adattarono le condizioni geografiche alla tecnologia delle costruzioni. Il villaggio di Masuleh si colloca tra i villaggi più pittoreschi in Iran e grazie al controllo costante del Ministero dei Beni Culturali ha mantenuto il suo fascino eco-architettonico.

Cena e pernottamento in una casa tradizionale nel villaggio.

6

6° Giorno: Masuleh – Talesh – Soubatan

Arriva l’ora di salutare Masule e lasciare alle spalle le montagne verdi dove si nasconde il villaggio di Masuleh. Il nostro viaggio prosegue prima verso il Mar Caspio, Talesh e in fine la bellissima zona di Soubatan.

La natura, i paesaggi, la storia e la ricchezza delle risorse naturali e soprattutto l’arte culinaria del Caspio fanno sì che questa zona sia una delle zone più ricche per gli amanti dell’arte della degustazione gastronomica. Qui nella regione Gilan

assaggeremo i piatti tipici della zona del Mar Caspio che offre in primis un saporito riso basmati, pesce fresco, stufati di carne di oca, anatra e bovino marinati con le erbette delle colline circostanti e la saporita salsa di melograno. La cultura del Caspio dell’Iran vanta la sua orgogliosa varietà culinaria rispetto al resto del paese. Forse i piatti tipici della zona del Golfo Persico vorrebbero fare la concorrenza al Caspio, ma difficilmente ci riescono. Sulle rive del Caspio vivono circa 11 milioni di persone e i principali centri urbani sono localizzati sulla costa occidentale e meridionale, nelle province costiere dell’Iran e dell’Azerbaijan. Il Caspio, geograficamente parlando, è il mare chiuso più esteso del mondo, con la percentuale di salinità superiore al 13.7 ‰. Storicamente, il Mar Caspio fu una frontiera tra Europa e Medio Oriente, una barriera che però nel corso dei secoli ha contribuito allo scambio intra-culturale tra i popoli e abitanti delle proprie coste. Nella parte meridionale, principalmente in Iran, la costa, costituita da sabbie fini e limi, lo scenario si presenta con una serie di terrazze coltivate che ascendano gradualmente le catene montuose di Alborz. La diversità biologica presente nel Caspio e sulle sue coste ha fatto della regione uno degli ecosistemi più preziosi del mondo, con un tasso di endemismi biologici molto alto. Tanto è vero che oggi, lungo le coste meridionali del Mar Caspio le Foreste Miste Ircane “Hyrcanian Forest”, sono state inserite nella lista del Patrimonio dell’Umanità. Infine, bisogna menzionare la risorsa ittica più importante per l’economia del Caspio, ossia lo Storione. Fondamentale per la sua proliferazione è la vicinanza tra le acque salmastre e i fiumi. Gli esemplari più grandi raggiungono una lunghezza di più di 4 metri ed un peso di 500 chilogrammi. Si nutre di ghiozzi, alose, carpe. Il caviale iraniano insieme al Pistacchio e lo Zafferano, per la loro qualità pregiata, creano un triangolo imparagonabile in tutto il mondo.

Quello che ci aspetta in giornata sarà l’escursione tra gli alberi e i canti degli uccelli per arrivare al Castello di Rudkhan. Questa fortezza dell’era sasanide si trova in cima a due montagne. Le rovine di questo castello sono ancora in buone condizioni. L’accesso al Castello richiede una lunga passeggiata di 50 minuti che inizia lungo un ruscello pieno di rocce muschiose per poi salire tramite una serie di gradini fino all’arrivo al Cancello del Castello.

Dopo pranzo, partenza per Talesh a 110 km da Qaleh Rudkhan.

A Talesh saliremo su un’auto adatto per andare a Soubatan, in cima al monte Alborz. Talesh è una città costiera delimitata da un lato dal Mar Caspio e dall’altra dai Monti Alborz. Talesh è stata la prima residenza degli ariani immigrati dalla Siberia in Persia. Sulla strada per Soubatan, godremo dei bellissimi paesaggi di foresta e di Mar Caspio.

Cena e pernottamento in una casa tradizionale nel villaggio.

7

7° Giorno: Soubatan – Lago di Neor – Khalkhal

Dopo la colazione, iniziamo il nostro trekking in montagna, accompagnati dalla nostra guida locale, al Lago Neor. Molto probabilmente sulla strada per il lago Neor, avremo la possibilità di incontrare dei nomadi con i loro greggi di pecore e capre. Per il pranzo faremo un simpaticissimo picnic vicino una cascata e se avremo bisogno delle altre pause lungo il percorso potremo accendere il fuoco e prendere un tè o un caffè. Il percorso da Soubatan al Lago Neor è uno dei percorsi escursionistici più famosi in Iran; dove sarà possibile osservare gli splendidi paesaggi, contemplare i colori e i fiori di alta montagna e soprattutto pescare delle trote del lago Neor.

Il Neor è un habitat molto adatto per una specie di trota, vale a dire la trota iridea, e molti turisti vengono in questo luogo per provare la pesca. Va detto che tutti i pesci del lago Neor vengono pescati o raccolti ogni anno prima dell’inizio della stagione fredda. Perché durante la stagione invernale uno strato spesso di ghiaccio sull’acqua del lago rende impossibile la vita degli acquatici. Dopo le stagioni fredde i pesci vengono rilasciati nel lago. Tuttavia la regione ha un clima piacevole in estate. È per questo motivo molti viaggiatori della provincia o delle altre regioni vengono qui per rilassarsi nella natura incontaminata e nel mentre provare il loro talento per la pesca del pesce. Dopo circa 8 ore di cammino, arriveremo al Lago Neor. Alla fine del percorso ci dirigeremo quindi al nostro hotel a Khalkhal.

Cena e pernottamento in una casa tradizionale nel villaggio.

8

8° Giorno: Khalkhal – Ardebil – Sarein

Partenza per Ardebil e visita al mausoleo del mentore dei sufi Sheikh Ishaq Safiddin ardebili (XV sec.) La storia della dinastia “Safavide”, il terzo impero persiano, si valorizza con la figura mistica dello Sheikh Ishaq Safiddin, il mentore e maestro di una confraternita islamica sufi che aveva base ad Ardabil, nell’odierno Azerbaigian dell’Iran. La figura di Seikh Safi è riconosciuta soprattutto per la sua ideologia religiosa, quella che sarebbe poi diventata la religione ufficiale dell’Impero Safavide. Infatti l’Islam sciita e il suo sviluppo in Iran, trova le sue radici nello studio ideologico e la scuola del pensiero del mentore della scuola religiosa di Ardabil.

Il santuario dello sceicco Safiddin ad Ardabil è riconosciuto come uno dei più importanti santuari in Iran. Durante il periodo safavide molti politici, viaggiatori, scrittori e mercanti erano venuti dalla Germania, dalla Francia e dalla Gran Bretagna in Iran per visitare Ardabil e hanno scritto delle notizie a riguardo del santuario.  Il santuario venne costruito tra l’inizio del XVI secolo e la fine del XVIII secolo, ed è un luogo di ritiro spirituale sufico che utilizza le tradizionali forme architettoniche iraniane. I costruttori sono stati in grado di sfruttare al massimo lo spazio ridotto per fornire molteplici funzioni, tra cui una biblioteca, una moschea, una scuola, un mausoleo, una cisterna, uno spedale, delle cucine, una panetteria e alcuni uffici. Il sito comprende un percorso che conduce al santuario in sette fasi, che riflettono le sette fasi della via della conoscenza del misticismo sufi, separate da otto porte che rappresentano gli otto atteggiamenti del sufismo. Il sito comprende anche facciate e interni riccamente decorati, nonché una notevole collezione di oggetti antichi esposti nella sala laterale accanto alle tombe di Sheikh Safi e Shah Isma’il il fondatore della dinastia dei safavidi.  Shah Isma’il aveva un talento lodevole in campo militare per cui riuscì a riunire i cosiddetti stati autonomi, piccoli monarchi o feudali che esistevano sul territorio iranico. In più, Shah Isma’il aprì una nuova fase di relazioni internazionali con la Repubblica di Venezia, il Papato di Roma, la Francia, volto a dimostrare il suo interesse diplomatico verso i paesi europei. Dall’altro canto, invece, scorreva il grande rischio dell’attacco dell’Impero Ottomano con il quale i safavidi, nonché altre dinastie iraniche, hanno sempre avuto un conflitto bellico fino alla caduta dello stesso.

Arrivo a Sarein. Cena e pernottamento in albergo.

9

9° Giorno: Sarein

Arriva l’ora di dirigersi verso le Terme per eccellenza in Iran: Sarein. Qui a Sarein tutti gli iraniani vengono in primis per passare ore e ore nelle Spa e le Terme tipiche del paese. Sarein è un paesino molto frequentato dai locali. Tra le strade e viuzze di Sarein si è creato in questi anni una via principale la quale offre tantissime possibilità per chi vuole comprare il miele o assaggiare la deliziosa zuppa di yoghurt o anche degustare una tenera carne alla griglia.

Giornata dedicata alle escursioni nella natura, il bagno caldo nelle sorgenti naturali che contengono rame, zinco, ferro, fare lo shopping tra le drogherie e scegliere lr erbette della montagna per fare le tisane e in fine mettere le gambe sotto il tavolo e sorprendere il nostro palato.

Cena e pernottamento in albergo.

10

10° Giorno: Sarein – Kaleybar

Partiamo per Kaleybar, a 310 km da Sarein. Situata in una ripida valle, la città di Kaleybar è un punto ideale per partenza e quindi il trekking. Durante il nostro cammino, con un tocco di fortuna, avremo la possibilità di incontrare i nomadi della Valle dell’Aras.

L’attrazione più grande della zona, però, è la rovina del Castello di Babak il quale ha una considerevole importanza per il popolo azero. In effetti Babak Khorramdin viene considerato come un eroe nazionale del IX secolo perché egli dirige una resistenza contro il califfato abbaside per una durata di quasi 22 anni.

Riposo nel pomeriggio per prepararsi per l’escursione della mattina successiva.

Cena e pernottamento in albergo.

11

11° Giorno: Kaleybar

Giornata dedicata alla scoperta dell’enigma del Castello Babak che ci offre la possibilità di conoscere la vita di un eroe iraniano. Durante il trekking avremo bisogno di scarponcini, un cappello e l’acqua. La salita durerà almeno 3 ore. Il castello di Babak, noto anche come Castello immortale o Castello della Repubblica, è un’imponente ed enorme cittadella sulla cima di una montagna, che si trova 16 km a sud-ovest della città di Kaleybar, nell’Iran nord-occidentale. Era la roccaforte dell’eroe iraniano, Babak Khorramdin. Ogni 10 luglio, i pellegrini iraniani vengono al castello per onorare e celebrare la vita del loro eroe nazionale, Babak e i suoi discepoli che hanno sacrificato le loro vite per difendere l’Iran.
Il castello, costruito a 2300-2600 metri di altezza, circondato da gole profonde dai 400 ai 600 metri, si ritiene appartenga alla dinastia dei Parti e modificato sotto la dinastia dei Sasanidi. Per raggiungere il castello bisogna percorrere un passaggio tortuoso e stretto e poi attraversare un tempio a forma di corridoio, lungo 200 metri.

Rientro a Kaleybar. Cena e pernottamento in albergo.

12

12° Giorno: Kaleybar – Tabriz

La regione dell’Azerbaijan iraniano occupa un territorio meno vasto rispetto alla grandezza totale dell’Iran. Il motivo per il quale, oggi giorno, questo territorio rimane piccolo, è il semplice fatto che la regione dell’Azerbaijan fu una sorta di agorà internazionale che vide tutti i movimenti geo-politici tra l’Impero Safavide e quello Ottomano, nonché l’arrivo degli ambasciatori cristiani per la divulgazione del cristianesimo. Tabriz ha un ruolo fondamentale nella storia moderna dell’Iran perché è proprio qui, in questa terra, che nacque la fase iniziale di una delle rivoluzioni iraniane più importanti: la Rivoluzione Costituzionale.

Il cuore pulsante della storia di questa terra fu senza dubbio Tabriz situata nel nord ovest dell’Iran. Tabriz, la capitale della provincia dell’Azerbaigian orientale, è adesso una delle metropoli più importanti del paese, nonché un polo importante dell’industria delle piastrelle, dei trattori, del tessile e dei tappeti. È inoltre rinomata per la produzione della frutta secca. La fondazione di questa città storica risale al 1500 a.C., ma a causa dei forti terremoti, pochi edifici storici sono rimasti in piedi. Nel 2012, Tabriz è stata selezionata come la città più bella dell’Iran ed è stata nominata capitale del turismo dei paesi islamici nel 2018. Tabriz è stata capitale dell’Iran durante diverse dinastie come quella Ilkhanide, Ghara Ghoyunlu e Safavide. In più è stata la residenza della famiglia reale e del principe ereditario durante il periodo della dinastia Qajar. Tabriz è famosa come “la città dei primi”; e il complesso storico bazaar di Tabriz è il più grande bazaar coperto del mondo. Dal punto di vista culturale ciò che evidenzia l’importanza di Tabriz è lo scambio intra-culturale e inter-religioso con in paesi confinati come la Turchia, l’Armenia e l’Azerbaijan. Tramite la visita di Tabriz e la sua ricca storia avremo una grande opportunità di approfondire i temi sociali come la rivolta del tabacco, la rivoluzione Costituzionale, l’economia medioevale ovvero il bazaar di Tabriz.

Partenza per Tabriz il capoluogo dell’Azerbaijan iraniano dove visiteremo:

  • Museo archeologico di Tabriz che tutela un repertorio archeologico dove gli oggetti sono esposti in tre sale principali. Le sale contengono principalmente oggetti scoperti dagli scavi in ​​ Azerbaijan che saranno in grado di informarci del processo artistico che passava dall’Iran verso Occidente. Uno dei reparti più interessanti sarà ovviamente il reparto della ceramica e terracotta risalente al XII-XIII sec. d.C., durante il quale la calligrafia ebbe un risvolto artistico per la decorazione degli oggetti in costruzione. Oltre al Museo Nazionale dell’Iran a Tehran, il Museo dell’Azerbaigian ha la più grande collezione appartenente a diversi periodi della storia dell’Iran.
  • Moschea Blu costruita nel 1465, su ordine di Abu Al-Mozaffar Jahanshah sovrano, mecenate e anche poeta della dinastia turcomanna dei Qara Qoyunlu. Si trattava non solo di una moschea bensì di un grande complesso che conteneva una biblioteca, un convento di dervisci, un giardino, delle terme e un mausoleo. A causa del terremoto del XVIII sec. oggi solo una parte della moschea è rimasta in piedi grazie anche alle collaborazioni e restauri degli archeologici. La pianta della moschea ha una forma diversa rispetto ad altre mosche dell’Iran. Infatti stile particolare della moschea Blu conosciuto come lo stile azero è insolito per il mondo persiano anche perché conferma una rilevante influenza ottomana a Tabriz. Tra i fotografi come Luigi Montabone che nel 1862 fotografò la moschea, cediamo la descrizione del fascino della Moschea Blu a Ella Mailart: “quella sensazione particolare di quando si è innamorati e si crede di non aver mai capito, fino ad allora, lo splendore di un cielo a mezzanotte allorché le stelle, non una uguale all’altra, sfavillano con tale luminosità da sembrare venirci incontro. Quello straordinario mosaico fa sognare un angolo dove ogni stella sia un fiore colorato”
  • Bazaar di Tabriz è un complesso abnorme che abbraccia circa 35 km di passaggi coperti, con più di 7000 negozi, 24 caravanserragli e 28 moschee. L’attività principale all’interno del bazaar era la manifattura dei tappeti, ma è rinomato anche per la lavorazione degli argenti e dei gioielli, la vendita della frutta secca, spezie e il formaggio famoso della regione detto lighwan. Il bazaar di Tabriz in Iran è un bazaar tradizionale, ed era il centro della vita economica intorno al quale si svolgeva la maggior parte delle attività dei cittadini. Dal punto di vista architettonico il bazaar conteneva diversi edifici con una forma adatta per la temperatura bassa invernale di Tabriz. Il bazaar di Tabriz è un esempio lampante poiché comprende quasi tutti gli esempi possibili immaginari di un complesso adatto a svolgere le attività economiche: bottega, officina, magazzino, casa di commercio, caravanserraglio, passaggio, intersezione. Inoltre la seconda fascia del bazaar era dedicata ai luoghi relativi alle altre attività socio-religiose: moschee, scuole coraniche, spazi dedicati per le cerimonie religiose, palestre tipiche persiane, sale da tè, taverne e barbieri. In poche parole questo labirinto commerciale sarà in grado di farci perdere per ore nel suo corpus affascinante dove avremo un’esperienza sensoriale unica. Basta solo camminare e respirare profondamente per inebriarsi con il profumo della cannella appena macinata, della lana dei tappeti nel Saraye Mozzafari, del formaggio fresco e del pane barbari – pane tipico degli azeri dell’Iran – appena sfornato.

13

13° Giorno: Tabriz – Italia

Trasferimento all’aeroporto internazionale di Tabriz per il volo intercontinentale.

 

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