Un bagliore persiano

Mille e una notte

Calma e Cultura

Questo è il secondo itinerario del ciclo “Calma e Cultura” che vuole abbinare due obiettivi nello stesso viaggio. Con il ciclo Calma e Cultura abbiamo pensato di soddisfare le diverse esigenze tempistiche insieme agli interessi culturali. Infatti, ogni itinerario sarà in grado di portarvi a provare una esperienza unica, facendo vivere la cultura locale con una strategia particolare, creata per gli amanti dei paesaggi tipici e le città meravigliose dell’Iran. Ciò che rende peculiare questo viaggio è l’attenzione focalizzata verso la coalizione tra le città fiabesche e i paesaggi tipici dell’Iran centrale. Il ciclo Calma e Cultura è il metodo di viaggiare con la possibilità di riflettere durante i tragitti e i pernottamenti nelle città più splendide dell’Iran. Solo così possiamo regalarvi un modo speciale per sentire diverse esperienze con una sola partenza. 

Di solito il tempo da dedicare ai viaggi è limitato. A volte ci capita di non avere il tempo per sedersi in un angolino del bazar sorseggiando un caffè e contemplare il trafficare della gente. Qualche volta abbiamo voglia di rimanere nella nostra camera o andare a passeggiare nei quartieri popolari o zone di lusso o ancora rimanere sulle dune del deserto o fermarsi davanti alle montagne pittoresche per respirare profondamente e scattare qualche foto. Tante volte abbiamo rinunciato a tutte queste voglie perché non c’era il tempo e bisognava partire. Il ciclo Calma e Cultura nasce proprio per dar lo spazio a queste esigenze che sembrano banali, ma sono molto preziose in quanto incidono le nostre memorie con i ricordi del viaggio. Con il ciclo Calma e Cultura abbiamo cercato di dare il massimo tempo possibile per osservare il mondo che ci circonda senza avere né premura di partire, né l’ansia di perdere i compagni. Abbiamo pensato di creare un itinerario meno impegnativo e più rilassante per poter camminare adagio e contemplare i dettagli dei volti, delle città e dei paesaggi. Infatti avendo più tempo a disposizione ci si può decidere se uscire più tardi dalla camera o rimanere nella casa del tè a chiedere il bis. Perché tra una visita e l’altra gli iraniani vi verranno a salutare per sciogliere il ghiaccio e scambiare due parole con voi.

Il punto di forza del ciclo Calma e Cultura è la possibilità di scegliere che tipo di vacanza fare sia in termini di durata sia di tipologia. Basta decidere la data di partenza e informarci sul motivo del vostro viaggio: relax, nozze, anniversario di matrimonio, regalo di compleanno, fidanzamento e tanti altri eventi. Abbiamo cercato di scegliere i posti più belli e affascinanti in assoluto in termini di tempistiche e tipologia del viaggio. E in fine, per catturare uno dei tanti momenti del viaggio in Iran, il nostro fotografo vi accompagnerà nella tappa più scenografica del viaggio a farvi compagna e regalarvi qualche scatto indimenticabile.

Più vacanze in una, insomma. Rischiate di tornare a casa e avere voglia di ripartire subito perché è proprio questo l’enigma del viaggio in Iran. Vale a dire, il punto più sorprendente del viaggio in Iran sarà senza dubbio la cordialità e l’ospitalità del popolo iraniano. Questo popolo lascia nel profondo del cuore dei viaggiatori uno dei ricordi più indelebili nella vita. Questo ricordo, a volte, supera le vestigia ammirate e la stessa storia persiana.

LUOGO DI PARTENZA / RITORNO Aeroporto internazionale IKA
ORARIO DI PARTENZA Si prega di arrivare almeno 3 ore prima del volo.
INCLUSO
Pasti Alloggi
Trasporto locale Guida professionale
NON INCLUSO
Biglietti d’ingresso
Volo domestico

1

Giorno 1º, Italia – Tehran

L’ora d’arrivo a Tehran. Incontro con la guida di SITO Travel, che ci accompagnerà durante il viaggio in Iran. Trasferimento in albergo e pernottamento.

Hotel Azadi (es)

2

Giorno 2º, Tehran

Prima colazione. Giornata dedicata alla visita dei luoghi particolari della megalopoli iraniana. Prima di iniziare bisogna pur sapere che la storia dell’Iran non inizia certo nel 1979, ma la rivoluzione è indubbiamente una parte imprescindibile dell’identità e della storia del paese. La nascita dell’Iran moderno viene fatta risalire al 1925, anno in cui fu deposta la dinastia regnante Qajar e salì al trono Reza Pahlavi. Durante la sua ascesa Reza Pahlavi ebbe l’appoggio del clero sciita, tuttavia non appena salito al potere lo egli abbandonò l’alleanza con il clero e avviò varie campagne di modernizzazione e laicizzazione del paese. Grazie soprattutto alle entrate provenienti dal petrolio, lo scià ha potuto costruire il suo nuovo Stato basato principalmente su due pilastri: l’esercito e la burocrazia.

In mattinata ci spostiamo nella parte Nord della città, una zona molto interessante per osservare il progresso architettonico di una Tehran moderna. In più avremo la possibilità di visitare il Palazzo Niavaran che negli anni sessanta ha ospitato i politici più importanti del mondo. Dopo una piacevolissima sosta per il pranzo in un locale tipico della zona dell’alta borghesia di Tehran proseguiamo verso il vivacissimo Bazar di Tajrish per poi tornare in albergo camminando lungo il bellissimo viale alberato detto Vali’asr.

Il palazzo Niavaran è stato testimone di avvenimenti raccontati nei testi di storia, il tentativo di modernizzare l’antica Persia, finito drammaticamente, anche per i tanti fatali errori dello Shah. Il palazzo fu l’ultimo rifugio dello Shah di Persia prima di fuggire dal paese: percorrendo i corridoi e le stanze della residenza, vedremo gli indumenti e gli oggetti lasciati dallo Shah e dalla sua famiglia prima di abbandonare l’Iran. Niavaran in poche parole rappresenta un insieme di storie e oggetti che ci possono narrare una parte della storia moderna dell’Iran prima della Rivoluzione Islamica. Tra oggetti esposti notiamo i certificati da pilota degli aerei delle forze armate iraniane del figlio Reza, i regali fatti ai figli dello Shah dai potenti del mondo come il frammento lunare che Nixon regalò in una visita ufficiale. Farah Diba sorride da una foto mentre guarda il figlio che si è arrampicato su un albero, Reza in tuta aeronautica davanti a un caccia.

Oggi giorno Tehran è una pagina fondamentale della storia moderna in quanto mette a disposizione dei viaggiatori i suoi straordinari posti, bar, parchi e tanto altro. I progressi artistici, gli interventi architettonici e la rinascita dei tanti caffè allo stile tradizionale persiano, ha reso Tehran, in questi anni, un labirinto affascinante tanto da sorprendere il viaggiatore in ogni angolo urbano.

Di pomeriggio andiamo a fare una passeggiata piacevole sul Ponte della Natura; un’opera moderna della capitale iraniana. Il Ponte della Natura è un passaggio pedonale, costruito sopra una delle autostrade principali di Tehran e collega le due colline verdi della città. Il ponte è stato progettato da una donna iraniana di 26 anni di nome “Leila Araghian”. Leila stessa ha riferito di averlo progettato con lo scopo di far avvicinare le persone. Dopo la passeggiata sul ponte andiamo a vivere un altro lato urbano di Tehran in uno dei suoi caffè meravigliosi frequentati dai giovani artisti, scrittori nonché dagli abitanti della megalopoli.

Museo Niavaran

Pranzo in un locale tipico della zona Niavaran

Ritorno verso Albergo via Tajrish e Valiasr

Ponte della natura

Caffè Tehroon

3

Giorno 3º, Tehran – Kashan

Prima colazione. Partenza per Kashan, la prima parte della visita è dedicata al centro storico di Kashan mentre per la seconda parte prevede un pomeriggio rilassante e tranquillo sulle dune del deserto. Quando parliamo della casa, a Kashan essa rappresenta sempre un modello esemplare per conoscere meglio la cultura locale. Perché Kashan oltre ad avere la collina millenaria mette in esposizione le proprie ville ottocentesche, dette anche le case bioclimatiche. Bisogna sapere che Kashan gode di un clima desertico e un periodo estivo notevolmente caldo. L’invenzione degli abitanti della città, fa nascere una casa a due o tre livelli diversi dove semplicemente ci si può rinfrescare o riscaldare una camera o un salone a seconda della stagione in cui ci si trova. Però l’importanza della città non è solo la varietà delle case che esistono. Kashan viene conosciuta piuttosto per la produzione pregiata dell’acqua di Rosa della Persia. Infatti, il viaggio in Iran ora assorbe il suo profumo originale, ossia il profumo dei petali di rosa che viene coltivata sulle colline della zona centrale dell’Iran. Questa bella città sorta in un’oasi verdeggiante ancora oggi ospita alcune delle più belle case tradizionali della regione. Il pernottamento del viaggio prevede di passare una serata in piena pace in un posto fiabesco ossia una ex-villa ottocentesca che ha mantenuto i suoi criteri bioclimatici adattandosi ai ricevimenti degli ospiti. Poco prima di partire per il deserto visitiamo uno storico bagno antico detto Hammam Soltan Ahmad. Siamo in un complesso termico dove lo spazio si divide in tre parti diversi: Frigidarium, Tiepidarium, Caldarium. Ciò che fa evidenziare la bellezza di questo Hammam è la decorazione delle pareti e la posizione delle vasche d’acqua nella prima sala. Ogni padiglione di questo ambiente è riservato ad un livello sociale diverso: i discendenti del Profeta, i clerici, i signori locali, i nobili, i commercianti del bazar e i contadini.

Durante il nostro viaggio a Kashan, andiamo a osservare uno dei deserti più affascinanti della zona centrale dell’Iran. La visita al deserto Maranjab ci offre la possibilità di camminare a piedi scalzi sulle dune sabbiose. Qui il nostro fotografo a calar del sole scatterà qualche foto per catturare uno dei momenti più scenografici del vostro viaggio in Iran. Ritorno a Kashan per passare una serata completamente serena negli spazi meravigliosi del nostro cosiddetto albergo.

Deserto e Kavir Maranjab

Hammam Soltan Ahmad

Cena e pernottamento Casa Ameri o Manuochehri

4

Giorno 4º, Kashan – Isfahan

Dopo la colazione, partiamo per Isfahan. “Il fiore delle Mille e una notte” è la ciliegina dell’itinerario e lo troviamo a Isfahan. La città è un quadro storico che completa il viaggio in Iran. Non è un caso che Isfahan ha attirato l’attenzione di Pasolini per girare alcune scene del suo film nella piazza Naghsh-e Jahan. Ed ecco un detto persiano che dice: Isfahan è la metà del mondo. Infatti la fioritura dell’architettura islamica nacque qui nella Piazza Naghsh-e Jahan dove il colore blu turchese domina le sue moschee e il cielo sopra la Piazza, ossia l’antico campo di Polo, col passare del tempo, è diventata la sede delle pregiatissime botteghe artistiche. L’età safavide corrisponde al terzo impero persiano che ha riportato il potere iranico al trono, instaurando una nuova Persia, fondata sulle relazioni politiche, religiose e militari. La presenza della Cattedrale Vank gestita dalla comunità dei cristiani armeni fin dal 1605 d.C., ne fa un esempio eclatante. Tuttavia il potere safavide si ammira nell’arte e così a Isfahan è nata una fase di “rinascimento” della civiltà, della cultura e delle arti persiane. Il periodo rinascimentale islamico in Iran vede il fulmine artistico sotto il governo dello scià Abbas I (1587-1629).

Visita alla Piazza Reale o Naghsh-e Jahan, in persiano (l’immagine del Mondo) polo urbanistico della città, ridisegnato da Shah Abbas I. Nella grande piazza centrale Naghsh-e Jahan (metri 512 x 163) si affacciano due serie di archi dove nella parte bassa ci sono tutte le botteghe degli artisti dove producono e vendono la maggior parte dei prodotti dell’artigianato dell’Iran come le miniature, i turchesi e le stoffe. La Piazza Naghshe Jahan ospitava un’èlite di commercianti che erano alla ricerca della raffinatezza artistica. Sempre nella piazza si trovano ancora oggi i pali che servivano a delimitare il campo da Polo realizzato 400 anni fa.

A Isfahan, in pochi secondi, si realizza il sogno di ogni viaggiatore del Medio Oriente: Iran e il suo fascino rinascimentale; basti pensare agli affreschi del Palazzo Quaranta Colonne o il soffitto splendido della sala della Musica del Palazzo Ali Qapu.

La nostra giornata è dedicata alla visita della piazza e poi una camminata sulla via antica Chahar Bagh che ci porta verso il ponte vecchio detto il Ponte 33. Qui a Isfahan quando termina una visita riparte un’altra e il viaggiatore incoscientemente si prepara ad ascoltare le narrazioni della città come se Shahrazad le leggesse direttamente da “Mille e Una Notte”.

Dopo la passeggiata sul ponte antico ci prepariamo per andare in un locale tipico nel pieno centro storico per assaggiare i piatti tipici della cultura iranica.

Abbasi Hotel

Piazza Imam

Passeggiata nel boulevard Chahar bagh e Ponte 33

Cena locale tipico

5

Giorno 5º, Isfahan

La mattina comincia con una passeggiata nel giardino meraviglioso di Hasht Behesht, poi proseguiamo verso il Palazzo delle Quaranta Colonne ossia Chehel Sotun che è il padiglione dove il Re accordava le udienze. A pochi passi dalla Piazza, nel cortile del Chehel Sotun brilla un altro lussurioso Giardino persiano che imbraccia una delle delizie del rinascimento safavide: il padiglione pulsa ancora nel cuore del Giardino persiano come se il lusso della vita reale non fosse mai terminato. Qui gli affreschi si pavoneggiano perché è ben poco definirli raffinati e eleganti. Ammirare i dipinti e le storie che narrano vuol dire aprire una porta culturale e antropologica per identificarsi un attimo con i personaggi più importanti della Storia del Medio Oriente del 1600 – 1700.

Dopo aver pranzato in uno dei ristoranti nella zona centrale, torniamo in albergo per poter uscire di pomeriggio per un elegantissimo aperitivo nella piazza Naghshe Jahan a Isfahan.

Mattina Baghe Hasht Behsht

Giardino Chehel Sotun

Pomeriggio aperitivo nei caffè tipici della Piazza

Cena Abbasi

6

Giorno 6º, Isfahan

Continuiamo a scoprire Isfahan con la visita della Moschea del venerdì a Isfahan, a dir poco, è la visita più importante perché qui si può ammirare il progresso architettonico islamico che è avvenuto dal settimo secolo fino al 1900. Per cui non è sbagliato sottolineare il fatto che la Moschea del venerdì è la più antica e la più completa in tutto il paese. Qui i dettagli sono infiniti e gli spazi sono immensi. Proprio in questa Moschea è nato un modello esemplare di altare detto il Mihrab di Olgiaito, nel XIV sec; la costruzione presenta una complessa composizione in stucco costituita da iscrizioni tridimensionali che si fondono con intagli floreali e geometrici. La Moschea ha due spazi nettamente riconoscibili anche per l’occhio inesperto: spazio interno e spazio esterno. È meraviglioso ammirare la monocromaticità dei colori dei mattoni nello spazio interno ed i colori blu turchese e lapislazzuli nello spazio esterno. Il passaggio da uno spazio all’altro ci fa viaggiare nel tempo soprattutto quando ci si trova sotto la magnifica Cupola di Taj al-Moluk reputata come la più bella, tra quelle in mattoni, in tutto l’Iran.

E infine per chi ama perdersi nelle viuzze popolari, deve sapere che giunta l’ora di essere liberi dai canoni facendo una passeggiata tra le botteghe e i profumi e in questo modo si raggiunge in 40 minuti la Piazza Naghshe Jahan. Prima di girare a destra e seguire i corridoi coperti del Bazar, si può soddisfare la curiosità del viaggiatore andando direttamente in un altro quartiere storico di Isfahan, per visitare tutte le Sinagoghe della comunità ebraica di Isfahan, dove gli Ebrei praticano il loro culto. Si parla di una multietnicità nel senso vero della parola e non facilmente trovabile in altre parti del mondo.

Dopo le visite si ritorna in albergo, e di pomeriggio andremo a scoprire lo storico quartiere degli armeni della Isfahan conosciuto come Jolfa. A Isfahan tutto è possibile. La multietnicità iranica è un fattore rilevante per capire l’Iran di oggi. Mentre alcuni nomadi risiedevano e risiedono tuttora nell’altopiano iranico oramai da più secoli, altre etnie come Turkmeni o fedeli di altre religioni, come i cristiani, sono venuti in Iran in seguito a motivi geopolitici, riconoscendo a questo Stato la tolleranza verso le altre etnie e religioni; questo è sempre stato un valore aggiunto dato da una cultura millenaria. Basti solo pensare, in questo preciso caso, agli Armeni che si sono dovuti trasferire in Iran sull’ordine diretto dello scià Abbas I. Infatti, gli Armeni della zona Jolfa dell’Armenia, negli anni venti del seicento hanno lasciato per sempre la loro patria, devastata a causa di un continuo conflitto tra ottomani e safavidi, e sono venuti a Isfahan, iniziando una nuova fase socio-religiosa, costruendo sia le loro chiese che la sede principale del loro cosiddetto Califfato Armeno. Il quartiere Jolfa a Isfahan ha accolto gli Armeni, e lo scià Abbas I, in un manoscritto, firmato da lui stesso, ha permesso loro di instaurare nuovi rapporti commerciali e religiosi, concedendo loro una certa libertà completamente sostenuta da parte della Corte safavide. Gli Armeni hanno aperto una importante via commerciale nel cuore della Capitale dei safavidi “Isfahan”. In più la sede del Califfato degli Armeni focalizza in primis la pubblicazione dei nuovi testi religiosi, utilizzando l’invenzione di Gutenberg in Iran. Tutto sommato Isfahan è un riassunto storico degli eventi gestiti dagli Armeni, i quali tutt’ora vivono nel quartiere di Jolfa dove la bellezza architettonica e i dettagli degli affreschi della Cattedrale Vank sorprendono qualsiasi tipo di viaggiatore.

Tardo pomeriggio dedicato alla passeggiata nel quartiere Jolfa, sedersi in uno dei locali tipici della zona a bere il caffè o le tisane famose persiane. Per la cena ci spostiamo in un angolo diverso nel Jolfa per rilassarsi ancora di più e conoscere i diversi luoghi frequentati o gestiti dai giovani della zona.

Moschea Jamé

Camminata lungo Bazar fino alla Piazza Imam

Pomeriggio Quartiere Jolfa

Cena in un locale nel quartiere degli armeni

7

Giorno 7º, Isfahan – Natanz – Abyaneh – Tehran

In tarda mattinata partenza per Natanz poi si prosegue il viaggio lungo le pendici del monte Karkas “avvoltoio” ed ecco che si entra in un palcoscenico meraviglioso, dato da una vallata dove possiamo ammirare uno dei più antichi villaggi tradizionali dell’Iran “Abyaneh”, a quota 2200 mt sul livello del mare. Il borgo, che trova le sue origini nell’età achemenide del 400 a.C., è circondato dalle rovine di una fortezza sassanide del 300 d.C. ed è anche famoso sia per il color rosso ocra delle case che per la rosa disegnata sul lungo foulard indossato dalle donne del villaggio. (la fattibilità della visita dipende dalla stagione e la neve)

Il sole sta calando e il paesaggio, del viaggio di ritorno, diventa sempre più rossiccio a seconda dei raggi di sole che colpiscono la via del ritorno verso Tehran. Il viaggio in Iran sembra iniziato proprio due ore fa, e non appena stai, pian piano, capendo l’Iran e gli iraniani arriva il tempo di chiudere la bisaccia e ripartire per il proprio paese. Però c’è una netta differenza nella bisaccia prima della partenza e dopo; ora è piena non solo di tante emozioni e di entusiasmo, ma anche di tanta cultura. Di solito il viaggiatore si preoccupa dei kili in più nella bisaccia e mentre fissa il colore del cielo pensa a come organizzare i regali; vorrebbe comprare tutto dai pistacchi, ai tessuti, ai turchesi. Sappiamo però che nella bisaccia ci sta tutto tranne una cosa: l’ospitalità della gente che abbiamo trovato in giro per i Bazar, nei ristoranti o nei siti archeologici. Questa immagine rimane incisa nei cuori ed è il souvenir immortale che il viaggiatore si porta ovunque andrà e per tutti coloro che hanno apprezzato questo tour sarà una giusta motivazione per tornare in Iran per la seconda volta.

Si prosegue il viaggio fino all’aeroporto. Cena e breve riposo all’albergo Ibis presso l’aeroporto.

Tarda mattinata partenza per Natanz

Visita al villaggio Abyaneh

Ibis Hotel Tehran

8

Giorno 8º, Tehran– Italia

Il trasferimento all’aeroporto internazionale ” Imam Khomeini” per il volo Tehran – Italia.

 

 

RECENSIONI DEL TOUR

5.00 alla base di 1 Recensione
Ottobre 27, 2015

Fantastic!

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