In viaggio con Shahrazad

Mille e una notte

Calma e Cultura

Questo è il quarto itinerario del ciclo “Calma e Cultura” che vuole abbinare due obiettivi nello stesso viaggio. Con il ciclo Calma e Cultura abbiamo pensato di soddisfare le diverse esigenze tempistiche insieme agli interessi culturali. Infatti, ogni itinerario sarà in grado di portarvi a provare una esperienza unica, facendo vivere la cultura locale con una strategia particolare, creata per gli amanti dei paesaggi tipici e le città meravigliose dell’Iran. Ciò che rende peculiare questo viaggio è l’attenzione focalizzata verso la coalizione tra le città fiabesche e i paesaggi tipici dell’Iran centrale. Il ciclo Calma e Cultura è il metodo di viaggiare con la possibilità di riflettere durante i tragitti e i pernottamenti nelle città più splendide dell’Iran. Solo così possiamo regalarvi un modo speciale per sentire diverse esperienze con una sola partenza. 

Di solito il tempo da dedicare ai viaggi è limitato. A volte ci capita di non avere il tempo per sedersi in un angolino del bazar sorseggiando un caffè e contemplare il trafficare della gente. Qualche volta abbiamo voglia di rimanere nella nostra camera o andare a passeggiare nei quartieri popolari o zone di lusso o ancora rimanere sulle dune del deserto o fermarsi davanti alle montagne pittoresche per respirare profondamente e scattare qualche foto. Tante volte abbiamo rinunciato a tutte queste voglie perché non c’era il tempo e bisognava partire. Il ciclo Calma e Cultura nasce proprio per dar lo spazio a queste esigenze che sembrano banali, ma sono molto preziose in quanto incidono le nostre memorie con i ricordi del viaggio. Con il ciclo Calma e Cultura abbiamo cercato di dare il massimo tempo possibile per osservare il mondo che ci circonda senza avere né premura di partire, né l’ansia di perdere i compagni. Abbiamo pensato di creare un itinerario meno impegnativo e più rilassante per poter camminare adagio e contemplare i dettagli dei volti, delle città e dei paesaggi. Infatti avendo più tempo a disposizione ci si può decidere se uscire più tardi dalla camera o rimanere nella casa del tè a chiedere il bis. Perché tra una visita e l’altra gli iraniani vi verranno a salutare per sciogliere il ghiaccio e scambiare due parole con voi.

Il punto di forza dell’itinerario è la possibilità di ammirare la bellezza di Isfahan, il centro storico di Yazd, in più, un assaggio del panorama mozzafiato di uno dei deserti più spettacolari al mondo: Il Kalut. Il ciclo Calma e Cultura è l’opportunità di scegliere che tipo di vacanza fare sia in termini di durata sia di tipologia. Basta decidere la data di partenza e informarci sul motivo del vostro viaggio: relax, nozze, anniversario di matrimonio, regalo di compleanno, fidanzamento e tanti altri eventi. Abbiamo cercato di scegliere i posti più belli e affascinanti in assoluto in termini di tempistiche e tipologia del viaggio. Ed infine, per catturare uno dei tanti momenti del viaggio in Iran, il nostro fotografo vi accompagnerà nella tappa più scenografica del viaggio per farvi compagna e regalarvi qualche scatto indimenticabile.

Più vacanze in una, insomma. Rischiate di tornare a casa e avere voglia di ripartire subito perché è proprio questo l’enigma del viaggio in Iran. Vale a dire, il punto più sorprendente del viaggio in Iran sarà senza dubbio la cordialità e l’ospitalità del popolo iraniano. Questo popolo lascia nel profondo del cuore dei viaggiatori uno dei ricordi più indelebili nella vita. Questo ricordo, a volte, supera le vestigia ammirate e la stessa storia persiana.

LUOGO DI PARTENZA / RITORNO Aeroporto internazionale IKA
ORARIO DI PARTENZA Si prega di arrivare almeno 3 ore prima del volo.
INCLUSO
Volo domestico Alloggi
Trasporto locale Guida professionale
NON INCLUSO
Biglietti d’ingresso
Pasti

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Giorno 1º, Italia – Tehran

L’ora d’arrivo a Tehran. Incontro con la guida di SITO Travel, che ci accompagnerà durante il viaggio in Iran. Trasferimento in albergo e pernottamento.

Hotel Azadi (es)

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Giorno 2º, Tehran

Prima colazione. Giornata dedicata alla visita dei luoghi particolari della megalopoli iraniana. Prima di iniziare bisogna pur sapere che la storia dell’Iran non inizia certo nel 1979, ma la rivoluzione è indubbiamente una parte imprescindibile dell’identità e della storia del paese. La nascita dell’Iran moderno viene fatta risalire al 1925, anno in cui fu deposta la dinastia regnante Qajar e salì al trono Reza Pahlavi. Durante la sua ascesa Reza Pahlavi ebbe l’appoggio del clero sciita, tuttavia non appena salito al potere lo egli abbandonò l’alleanza con il clero e avviò varie campagne di modernizzazione e laicizzazione del paese. Grazie soprattutto alle entrate provenienti dal petrolio, lo scià ha potuto costruire il suo nuovo Stato basato principalmente su due pilastri: l’esercito e la burocrazia.

In mattinata ci spostiamo nella parte Nord della città, una zona molto interessante per osservare il progresso architettonico di una Tehran moderna. In più avremo la possibilità di visitare il Palazzo Niavaran che negli anni sessanta ha ospitato i politici più importanti del mondo. Dopo una piacevolissima sosta per il pranzo in un locale tipico della zona dell’alta borghesia di Tehran proseguiamo verso il vivacissimo Bazar di Tajrish per poi tornare in albergo camminando lungo il bellissimo viale alberato detto Vali’asr.

Il palazzo Niavaran è stato testimone di avvenimenti raccontati nei testi di storia, il tentativo di modernizzare l’antica Persia, finito drammaticamente, anche per i tanti fatali errori dello Shah. Il palazzo fu l’ultimo rifugio dello Shah di Persia prima di fuggire dal paese: percorrendo i corridoi e le stanze della residenza, vedremo gli indumenti e gli oggetti lasciati dallo Shah e dalla sua famiglia prima di abbandonare l’Iran. Niavaran in poche parole rappresenta un insieme di storie e oggetti che ci possono narrare una parte della storia moderna dell’Iran prima della Rivoluzione Islamica. Tra oggetti esposti notiamo i certificati da pilota degli aerei delle forze armate iraniane del figlio Reza, i regali fatti ai figli dello Shah dai potenti del mondo come il frammento lunare che Nixon regalò in una visita ufficiale. Farah Diba sorride da una foto mentre guarda il figlio che si è arrampicato su un albero, Reza in tuta aeronautica davanti a un caccia.

Oggi giorno Tehran è una pagina fondamentale della storia moderna in quanto mette a disposizione dei viaggiatori i suoi straordinari posti, bar, parchi e tanto altro. I progressi artistici, gli interventi architettonici e la rinascita dei tanti caffè allo stile tradizionale persiano, ha reso Tehran, in questi anni, un labirinto affascinante tanto da sorprendere il viaggiatore in ogni angolo urbano.

Di pomeriggio andiamo a fare una passeggiata piacevole sul Ponte della Natura; un’opera moderna della capitale iraniana. Il Ponte della Natura è un passaggio pedonale, costruito sopra una delle autostrade principali di Tehran e collega le due colline verdi della città. Il ponte è stato progettato da una donna iraniana di 26 anni di nome “Leila Araghian”. Leila stessa ha riferito di averlo progettato con lo scopo di far avvicinare le persone. Dopo la passeggiata sul ponte andiamo a vivere un altro lato urbano di Tehran in uno dei suoi caffè meravigliosi frequentati dai giovani artisti, scrittori nonché dagli abitanti della megalopoli.

Museo Niavaran

Pranzo in un locale tipico della zona Niavaran

Ritorno verso Albergo via Tajrish e Valiasr

Ponte della natura

Caffè Tehroon

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Giorno 3º, Tehran – Kerman – Shahdad

In mattinata, trasferimento in aeroporto domestico e partenza con il volo per Kerman. Dopo il decollo all’aeroporto di Kerman e l’incontro con il nostro autista andiamo a scoprire una delle piazze più affascinanti del diciassettesimo secolo. Infatti Kerman ebbe una grande storia per la sua posizione strategica. Questa città sul lato est apre la via verso l’India e il Pakistan, scendendo verso sud si arriva al Porto Bandar Abbas e quindi al Golfo Persico. Per andare verso la Babilonia, Susa, Persepoli bisognava andare verso Ovest, ragion per cui, fin dal periodo di Dario il Grande, Kerman fu una delle Satrapie dell’Impero persiano. Kerman non perse mai il suo valore neanche durante il periodo dei Sassandi (III secolo d.C.), e dei Safavidi del 1600. Infatti, per gli amanti dei mercati e dei posti popolari, Kerman offre il suo affascinantissimo Bazar dove si possono ammirare i bellissimi volti della gente del posto, i cui tratti somatici sono completamente diversi rispetto agli abitanti di Tehran o Kashan. Tuttavia a Kerman esiste uno scambio inter-culturale con i paesi vicini come Pakistan e Afghanistan, ma il marchio antropologico della regione è senza dubbio la prevalenza di una delle etnie iraniche: Baluchi. I Baluchi sono gli antichi e genuini iraniani che mantengono le loro celebrazioni e talenti esclusivi.

Nella piazza centrale e storica di Kerman si può visitare un complesso meraviglioso in cui si trovano gli unici elementi di architettura rinascimentale del periodo safavide.

La Piazza Ganj Ali Khan a Kerman viene incorporata da un elegantissimo caravanserraglio e uno stupendo Hammam ossia Bagno Turco. Hammam Ganj Ali Khan – in Iran quasi in ogni paese si trova un Hammam antico da visitare, ma nessuno riesce a superare la maestosità e la bellezza di quello di Kerman. Siamo in un complesso termico dove lo spazio si divide in tre parti diversi: Frigidarium, Tiepidarium, Caldarium. Ciò che fa evidenziare la bellezza di questo Hammam è la decorazione delle pareti e la posizione delle vasche d’acqua nella prima sala. Ogni padiglione di questo ambiente è riservato ad un livello sociale diverso: i discendenti del Profeta, i clerici, i signori locali, i nobili, i commercianti del bazar e i contadini. In questo Hammam, oltre alle piastrelle, ci sono anche le maioliche intarsiate che brillano tra il mormorio della gente.

Nel pomeriggio si prosegue per Mahan dove colpisce immediatamente l’attenzione il Giardino del Principe, “Baghe Shahzadeh”. Un modello unico dei giardini persiani dove la discesa dell’acqua tramite alcune cascate fanno sì che il Giardino Persiano sia un vero paradiso terrestre nel petto della monocromaticità del deserto di Kerman.

Dopo una passeggiata tra lo sciabordio dei ruscelli e i cipressi del giardino ci prepariamo per andare a Shahdad nelle vicinanze del deserto Lut.

Volo domestico per Kerman 

Piazza Ganj Ali Khan

Tardo pomeriggio Giardino del Principe

Trasferimento a Shahdad, casa tradizionale

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Giorno 4º, Shahdad – Kalut – Rayen – Kerman

Partenza per il deserto Lut. A Shahdad, un ultimo centro abitato ai bordi del deserto, si possono vedere le particolarissime Nebka detto anche Tamarix (i vasi del deserto) che nel deserto di Lut arrivano ad un’altezza imparagonabile rispetto agli altri deserti del pianeta. Il lato orientale del deserto è un basso altopiano ricoperto da uno strato di sale, mentre il punto centrale del deserto è scolpito dal vento in una serie di creste e avvallamenti paralleli che possono arrivare fino a 70 metri di altezza. Poco prima del sorgere del sole ci prepariamo per andare a visitare i Yardang ovvero le creste create dall’erosione del vento che si trovano poco avanti dopo il paesino. Le guide locali dicono che i Kalut sono opera degli jinn, entità conosciute nel mondo islamico come fantasmi malevoli, in realtà sono formati dal vento che qui soffia sempre nella stessa direzione e nei millenni ha eroso la terra battuta fino a formarli. Il Dasht-e-Lut inserito nel patrimonio Unesco come un sito paesaggistico della natura iranica. Durante la breve stagione umida, in primavera, l’acqua proveniente dalle montagne di Kerman inonda la zona, ma in breve tempo si prosciuga, lasciandosi dietro solo terra, sabbia e sale. La visita al deserto Lut ci offre la possibilità di camminare a piedi scalzi accanto ai Kalut e passare uno dei momenti più scenografici del nostro viaggio in Iran.

Arriva il tempo di voltare le spalle al deserto e andare verso la cittadella di Rayen. Una splendida cittadella fortificata fatta di adobe, un tipico esempio di architettura ecologica del deserto in epoca sasanide nel 400 d.C. La cittadella Rayen stata divisa in diversi luoghi e quartieri: le abitazioni popolari, il bazar, il magazzino delle scorte di grano, la parte della borghesia o la classe commerciante e la stupenda mini fortezza reale. La cittadella possiede ben 15 torri con un unico corridoio che permetteva ai soldati di spostarsi da una torre all’altra, mentre invece i fori nell’apice del muro servivano per far sorvegliare la cittadella dagli arcieri che controllavano, dall’alto, ogni movimento nelle vicinanze. Rayen si trova quasi a 2200 mt al di sopra del livello del mare, per cui il paesaggio desertico e la montagna dietro la cittadella offrono un’immagine pittoresca agli occhi del visitatore. Rientro a Kerman.

Deserto Lut, escursione 4&4

colazione tra le dune e Kalut

Casa superiore Kerman

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Giorno 5º, Kerman – Yazd

I paesaggi e i percorsi fanno parte del viaggio. Un vero viaggiatore solo attraverso i colori dell’ambiente può cominciare a pensare com’è la gente del loco. Se ci si trova a Kerman e si passa accanto ai campi di pistacchi, osservate come i contadini coccolano i loro alberi. L’estate sarà il tempo ideale per camminare tra questi tesori della zona che producono uno dei miglior prodotti agricoli di tutto il paese. Il pistacchio è un albero che può arrivare fino a 5 m, con foglie di solito composte da tre foglioline, fiori di color porpora, riuniti in pannocchia, frutti simili a quelli dell’olivo, giallastri o rossicci, contenenti un seme aromatico, dolce e tenero. Quando osserviamo i campi di pistacchio non possiamo ignorare la radice linguistica della parola, perché vi trovate nel posto giusto per saperlo: Pistacchio in italiano deriva dal latino Pistacium, a sua volta deriva dal greco Pistakion che deriva infine dal persiano Pistah. Quest’albero non ha dato solo un sapore originale al nostro palato, pensiamo ai dolci e cannoli, ma anche ha definito un color verde particolare per i nostri gusti: verde pistacchio o color pistacchio. Lungo il percorso si visita il caravanserraglio Zeinoddin, un unico caravanserraglio a pianta circolare in Iran che ancora oggi fa sorprendere il visitatore non appena mette piede nei suoi spazi affascinanti. L’occasione per visitare un posto magico come questo si presenta solo davanti al cancello di Zeinooddin. Se volete entrare nel cuore pulsante di questo magico posto, dovete salire le scalinate che vi portano sul tetto del caravanserraglio da dove potete ammirare le orgogliose montagne che si presentano davanti al monumento. Basta solo osservare la pianura e immaginare le carovane che adagio adagio si allontanavano o arrivavano. La magia del posto fa sì che invita a riflettere e pensare.

Arrivo a Yazd di pomeriggio, sistemazione in albergo. Tardo pomeriggio andiamo a realizzare uno dei nostri sogni ossia visitare il magnifico centro storico di Yazd conosciuto come Fahadan. Yazd deve la sua fama soprattutto all’architettura della città vecchia, interamente costruita con i mattoni crudi; i più importanti monumenti del centro storico sono però le cosiddette “torri del vento” che sovrastano i tetti e che si possono scorgere già da lontano. Per questo motivo Yazd è stata chiamata la “città delle torri del vento”. Queste torri, chiamate badgir (letteralmente “acchiappa vento”) servono a procurare la necessaria ventilazione, poiché le case non possiedono molte finestre verso l’esterno. La badgir durante il giorno asporta l’aria calda dall’interno e durante la notte, conduce aria fresca dall’esterno all’interno dell’edificio. Il sistema sfrutta due condizioni ambientali: la differenza di pressione dell’aria e la differenza di temperatura. L’atmosfera del centro storico è molto affascinante e bisogna assolutamente fermarsi nei caffè, bere un tè o un gelato tradizionale di Yazd detto Maghut o Paludeh. Ci sono dei caffè sui tetti delle casette del centro storico che offrono la possibilità di avere una visione panoramica su tutto il quartiere Fahadan con le sue torri del vento che si faranno riconoscere al primo contatto visivo. Sarà un momento indimenticabile contemplare la città vecchia durante il tramonto da uno di questi bar tradizionali del centro storico.

Dopo la passeggiata nel labirinto affascinante di Fahadan e dopo aver sorseggiato un tè allo zafferano, ora, ci spostiamo a piedi tra le viuzze di Yazd per andare a cenare in uno dei locali tipici della città vecchia.

Campi di Pistacchi e Pranzo al Caravanserraglio Zein addin

Pomeriggio al Quartiere Fahadan

Cena in locale tipico della città vecchia a Yazd

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Giorno 6º, Yazd – Meybod – Isfahan

Dopo la colazione, partiamo per Isfahan. Lungo il tragitto si visita la cittadina di Meybod con le caratteristiche fabbriche di ceramiche dipinte a mano.

Esiste un complesso che comprende un Caravanserraglio e la sua Ghiacciaia. Questa costruzione a forma di trullo serviva soprattutto per la conservazione del ghiaccio durante il periodo estivo. La produzione del ghiaccio avveniva durante il periodo invernale nelle vaschette esterne davanti alla ghiacciaia. Essa con la sua forma conica, proteggeva la vasca interna che conteneva del ghiaccio e lo proteggeva dal sole.
Il diametro della vasca interna – corrisponde al livello della porta dell’entrata – arriva anche a 13 metri e pian piano che si scende giù, quasi per 6 metri, il diametro diminuisce. Perciò l’altezza interiore della ghiacciaia dalla parte più bassa al punto più alto della cupola era 21 metri.

La serata è dedicata alla passeggiata sulla via antica Chahar Bagh a Isfahan che ci porta verso il ponte vecchio detto il Ponte 33. Dopo la passeggiata sul ponte antico ci prepariamo per andare in un locale tipico nel pieno centro storico per assaggiare i piatti tipici della cultura iranica.

Meybod, Caravanserraglio, Ghiacciaia

Isfahan Passeggiata nel boulevard Chahar bagh e Ponte 33

Abbasi Hotel

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Giorno 7º, Isfahan

“Il fiore delle Mille e una notte” è la ciliegina dell’itinerario e lo troviamo a Isfahan. La città è un quadro storico che completa il viaggio in Iran. Non è un caso che Isfahan ha attirato l’attenzione di Pasolini per girare alcune scene del suo film nella piazza Naghsh-e Jahan. Ed ecco un detto persiano che dice: Isfahan è la metà del mondo: Isfahan nesfe Jahan. Infatti la fioritura dell’architettura islamica nacque qui nella Piazza Naghsh-e Jahan dove il colore blu turchese domina le sue moschee e il cielo sopra la Piazza, ossia l’antico campo di Polo, col passare del tempo, è diventata la sede delle pregiatissime botteghe artistiche. L’età safavide corrisponde al terzo impero persiano che ha riportato il potere iranico al trono, instaurando una nuova Persia, fondata sulle relazioni politiche, religiose e militari. La presenza della Cattedrale Vank gestita dalla comunità dei cristiani armeni fin dal 1605 d.C., ne fa un esempio eclatante. Tuttavia il potere safavide si ammira nell’arte e così a Isfahan è nata una fase di “rinascimento” della civiltà, della cultura e delle arti persiane. Il periodo rinascimentale islamico in Iran vede il fulmine artistico sotto il governo dello scià Abbas I (1587-1629).

Visita alla Piazza Reale o Naghsh-e Jahan, in persiano (l’immagine del Mondo) polo urbanistico della città, ridisegnato da Shah Abbas I. Nella grande piazza centrale Naghsh-e Jahan (metri 512 x 163) si affacciano due serie di archi dove nella parte bassa ci sono tutte le botteghe degli artisti dove producono e vendono la maggior parte dei prodotti dell’artigianato dell’Iran come le miniature, i turchesi e le stoffe. La Piazza Naghshe Jahan ospitava un’èlite di commercianti che erano alla ricerca della raffinatezza artistica. Sempre nella piazza si trovano ancora oggi i pali che servivano a delimitare il campo da Polo realizzato 400 anni fa.

A Isfahan, in pochi secondi, si realizza il sogno di ogni viaggiatore del Medio Oriente: Iran e il suo fascino rinascimentale; basti pensare agli affreschi del Palazzo Quaranta Colonne o il soffitto splendido della sala della Musica del Palazzo Ali Qapu.

Qui a Isfahan quando termina una visita riparte un’altra e il viaggiatore incoscientemente si prepara ad ascoltare le narrazioni della città come se Shahrazad le leggesse direttamente da “Mille e Una Notte”.

Piazza Imam

Chehel Sotun

Cena locale tipico in Piazza Naghshe Jahan

Abbasi Hotel

8

Giorno 8º, Isfahan

Continuiamo a scoprire Isfahan con la visita della Moschea del venerdì a Isfahan, a dir poco, è la visita più importante perché qui si può ammirare il progresso architettonico islamico che è avvenuto dal settimo secolo fino al 1900. Per cui non è sbagliato sottolineare il fatto che la Moschea del venerdì è la più antica e la più completa in tutto il paese. Qui i dettagli sono infiniti e gli spazi sono immensi. Proprio in questa Moschea è nato un modello esemplare di altare detto il Mihrab di Olgiaito, nel XIV sec; la costruzione presenta una complessa composizione in stucco costituita da iscrizioni tridimensionali che si fondono con intagli floreali e geometrici. La Moschea ha due spazi nettamente riconoscibili anche per l’occhio inesperto: spazio interno e spazio esterno. È meraviglioso ammirare la monocromaticità dei colori dei mattoni nello spazio interno ed i colori blu turchese e lapislazzuli nello spazio esterno. Il passaggio da uno spazio all’altro ci fa viaggiare nel tempo soprattutto quando ci si trova sotto la magnifica Cupola di Taj al-Moluk reputata come la più bella, tra quelle in mattoni, in tutto l’Iran.

E infine per chi ama perdersi nelle viuzze popolari, deve sapere che giunta l’ora di essere liberi dai canoni facendo una passeggiata tra le botteghe e i profumi e in questo modo si raggiunge in 40 minuti la Piazza Naghshe Jahan. Prima di girare a destra e seguire i corridoi coperti del Bazar, si può soddisfare la curiosità del viaggiatore andando direttamente in un altro quartiere storico di Isfahan, per visitare tutte le Sinagoghe della comunità ebraica di Isfahan, dove gli Ebrei praticano il loro culto. Si parla di una multietnicità nel senso vero della parola e non facilmente trovabile in altre parti del mondo.

Dopo le visite si ritorna in albergo, e di pomeriggio andremo a scoprire lo storico quartiere degli armeni della Isfahan conosciuto come Jolfa. A Isfahan tutto è possibile. La multietnicità iranica è un fattore rilevante per capire l’Iran di oggi. Mentre alcuni nomadi risiedevano e risiedono tuttora nell’altopiano iranico oramai da più secoli, altre etnie come Turkmeni o fedeli di altre religioni, come i cristiani, sono venuti in Iran in seguito a motivi geopolitici, riconoscendo a questo Stato la tolleranza verso le altre etnie e religioni; questo è sempre stato un valore aggiunto dato da una cultura millenaria. Basti solo pensare, in questo preciso caso, agli Armeni che si sono dovuti trasferire in Iran sull’ordine diretto dello scià Abbas I. Infatti, gli Armeni della zona Jolfa dell’Armenia, negli anni venti del seicento hanno lasciato per sempre la loro patria, devastata a causa di un continuo conflitto tra ottomani e safavidi, e sono venuti a Isfahan, iniziando una nuova fase socio-religiosa, costruendo sia le loro chiese che la sede principale del loro cosiddetto Califfato Armeno. Il quartiere Jolfa a Isfahan ha accolto gli Armeni, e lo scià Abbas I, in un manoscritto, firmato da lui stesso, ha permesso loro di instaurare nuovi rapporti commerciali e religiosi, concedendo loro una certa libertà completamente sostenuta da parte della Corte safavide. Gli Armeni hanno aperto una importante via commerciale nel cuore della Capitale dei safavidi “Isfahan”. In più la sede del Califfato degli Armeni focalizza in primis la pubblicazione dei nuovi testi religiosi, utilizzando l’invenzione di Gutenberg in Iran. Tutto sommato Isfahan è un riassunto storico degli eventi gestiti dagli Armeni, i quali tutt’ora vivono nel quartiere di Jolfa dove la bellezza architettonica e i dettagli degli affreschi della Cattedrale Vank sorprendono qualsiasi tipo di viaggiatore.

Tardo pomeriggio dedicato alla passeggiata nel quartiere Jolfa, sedersi in uno dei locali tipici della zona a bere il caffè o le tisane famose persiane. Per la cena ci spostiamo in un angolo diverso nel Jolfa per rilassarsi ancora di più e conoscere i diversi luoghi frequentati o gestiti dai giovani della zona.

Moschea Jamé

Camminata lungo Bazar fino alla Piazza Imam

Pomeriggio Quartiere Jolfa

Cena in un locale nel quartiere degli armeni

9

Giorno 9º, Isfahan – Abyaneh – Kashan

In tarda mattinata partenza per Natanz poi si prosegue il viaggio lungo le pendici del monte Karkas “avvoltoio” ed ecco che si entra in un palcoscenico meraviglioso, dato da una vallata dove possiamo ammirare uno dei più antichi villaggi tradizionali dell’Iran “Abyaneh”, a quota 2200 mt sul livello del mare. Il borgo, che trova le sue origini nell’età achemenide del 400 a.C., è circondato dalle rovine di una fortezza sassanide del 300 d.C. ed è anche famoso sia per il color rosso ocra delle case che per la rosa disegnata sul lungo foulard indossato dalle donne del villaggio. (la fattibilità della visita dipende dalla stagione e la neve). Dopo la visita del villaggio si prosegue verso Kashan. Bisogna sapere che Kashan gode di un clima desertico e un periodo estivo notevolmente caldo. L’invenzione degli abitanti della città, fa nascere una casa a due o tre livelli diversi dove semplicemente ci si può rinfrescare o riscaldare una camera o un salone a seconda della stagione in cui ci si trova. Però l’importanza della città non è solo la varietà delle case che esistono. Kashan viene conosciuta piuttosto per la produzione pregiata dell’acqua di Rosa della Persia. Infatti, il viaggio in Iran ora assorbe il suo profumo originale, ossia il profumo dei petali di rosa che viene coltivata sulle colline della zona centrale dell’Iran. Questa bella città sorta in un’oasi verdeggiante ancora oggi ospita alcune delle più belle case tradizionali della regione. Il pernottamento del viaggio prevede di passare una serata in piena pace in un posto fiabesco ossia una ex-villa ottocentesca che ha mantenuto i suoi criteri bioclimatici adattandosi ai ricevimenti degli ospiti. A Kashan visitiamo uno storico bagno antico detto Hammam Soltan Ahmad. Siamo in un complesso termico dove lo spazio si divide in tre parti diversi: Frigidarium, Tiepidarium, Caldarium. Ciò che fa evidenziare la bellezza di questo Hammam è la decorazione delle pareti e la posizione delle vasche d’acqua nella prima sala. Ogni padiglione di questo ambiente è riservato ad un livello sociale diverso: i discendenti del Profeta, i clerici, i signori locali, i nobili, i commercianti del bazar e i contadini.

Dopo aver visitato il Hammam e un breve riposo, ci prepariamo per andare al Bazar popolare e vivacissimo di Kashan. Si tratta di uno dei Bazar più lunghi dell’Iran che ci offre la possibilità di curiosare nei Saray e cortiletti interni che hanno mantenuto il loro stile tipico iranico e orientale. Infatti Saraye Amin Addoleh è uno dei cosiddetti cortili più eleganti del Bazar di Kashan dove la vasca centrale è circondata dai negozi di antiquariati e tappeti famosi della città. In più, sempre intorno alla vasca centrale, c’è un tipico caffè che ci ospita a bere un tè e contemplare serenamente i movimenti quotidiani della gente del loco. Ritorniamo ora in albergo per passare una serata completamente serena negli spazi meravigliosi del nostro cosiddetto albergo.

Visita al villaggio Abyaneh

Hammam Soltan Ahmad

Pomeriggio: una tazza di tè nel bazar affascinante di Kashan

Cena e pernottamento Casa Ameri o Manuochehri

10

Giorno 10º, Kashan – Tehran

A Kashan si trova anche il Bagh-e Fin, uno dei più famosi giardini persiani visitabili durante il viaggio in Iran. Il giardino Fin è stato progettato dallo scià Abbas I (1557-1629), come una visione terrena del Paradiso. Il concetto del Giardino persiano prende l’anima solo quando il viaggiatore dà ascolto alla melodia che scaturisce dallo sciabordio dell’acqua, lungo il percorso dei vari canali. Ancora oggi la vasca centrale dell’acqua detta la gola del cammello ha il dovere di distribuire l’acqua in tutti i canali laterali, utilizzando la semplice teoria dei vasi comunicanti. Nel 1600 il Giardino persiano Fin in Iran è divenuto importante perché lo scià Abbas I, lo ha scelto come il luogo ideale per l’incoronazione reale quando salì al trono. Ma due secoli dopo, anche i re dei Qajar scelsero il Giardino Persiano Fin a Kashan come sede operativa della Corte. In mezzo al verde del Fin solo i cipressi e i platani possono raccontarci la simmetria e l’eleganza della planimetria del Giardino persiano. D’altronde ci sono ancora i magnifici affreschi nell’edificio costruito dai re dei Qajar che risalgono agli anni 70 del 1800, e infine per saperne dei segreti del Giardino Fin bisogna entrare nel complesso dell’Hammam, famoso per la storia dell’assassino o tentativo di suicidio di Amir Kabir, il riformista dell’amministrazione dei Qajar. Visiteremo la Moschea e madrasa di Agha Bozorg il quale rappresenta un complesso interessante a due piani che funge ancora sia da scuola coranica che una Moschea.

Dopo le visite ci rechiamo verso un’altra casa storica della città per osservare i dettagli dell’architettura cosiddetta bioclimatica e assaggiare qualche delizia della zona. Dopo aver bevuto un tè all’acqua di rosa siamo pronti per partire verso Qom. Essa è una delle città sante dell’Iran, dominata dall’imponente santuario dedicato a Hazrate Masumeh; Fatima l’Innocente era figlia del settimo Imam Musa ibn Ja’far e sorella di Ali ibn Musa al-Reza, ottavo Imam degli Sciiti e discendente del profeta. Hazrate Masumah era nata nel 789 d.C. nella città di Medina; quando nell’816 si stava recando a Marv per fare visita al fratello, si sarebbe ammalata (o ferita durante un saccheggio ai danni della carovana) nel momento in cui la carovana che la trasportava stava arrivando a Saveh, venne trasportata a Qom dove morì a 27 anni. Ogni anno migliaia di sciiti del medio oriente si recano in Iran dedicandosi ai rituali del pellegrinaggio presso i santuari dei loro santi. Nel complesso del Santuario della Hazrate Masumeh è possibile arrivare fino all’entrata della camera di sepoltura, dove uomini e donne separatamente toccano il sepolcro.

Il sole sta calando e il paesaggio, del viaggio di ritorno, diventa sempre più rossiccio a seconda dei raggi di sole che colpiscono la via del ritorno verso Tehran. Il viaggio in Iran sembra iniziato proprio due ore fa, e non appena stai, pian piano, capendo l’Iran e gli iraniani arriva il tempo di chiudere la bisaccia e ripartire per il proprio paese. Però c’è una netta differenza nella bisaccia prima della partenza e dopo; ora è piena non solo di tante emozioni e di entusiasmo, ma anche di tanta cultura. Di solito il viaggiatore si preoccupa dei kili in più nella bisaccia e mentre fissa il colore del cielo pensa a come organizzare i regali; vorrebbe comprare tutto dai pistacchi, ai tessuti, ai turchesi. Sappiamo però che nella bisaccia ci sta tutto tranne una cosa: l’ospitalità della gente che abbiamo trovato in giro per i Bazar, nei ristoranti o nei siti archeologici. Questa immagine rimane incisa nei cuori ed è il souvenir immortale che il viaggiatore si porta ovunque andrà e per tutti coloro che hanno apprezzato questo tour sarà una giusta motivazione per tornare in Iran per la seconda volta.

Si prosegue il viaggio fino all’aeroporto. Cena e breve riposo all’albergo Ibis presso l’aeroporto.

Moschea Agha Bozorg

Giardino Fin

Pranzo in Casa storica Abbasiyan

Lungo la strada visita a Qom

Ibis Hotel Tehran

11

Giorno 11º, Tehran – Italia

Il trasferimento all’aeroporto internazionale ” Imam Khomeini” per il volo Tehran – Italia.

RECENSIONI DEL TOUR

5.00 alla base di 1 Recensione
Agosto 25, 2015

carissimi ciao, eccomi a voi due persone fantastiche e molto preparate, si voi Sama e Hamed e tutto il vostro staff
l’entusiasmo prima di partire era alto avevamo il desiderio di visitare questo fantastico paese ricco di magia e voi siete riuscite in questo intentio siete riusciti a proporci il meglio e vivere questa esperienza a 360 gradi.
peccato che hamed non sia potuto seguirci per tutto il tour, questo una nota un dolente per noi.
il tour meraviglioso , l’accoglienza della popolazione è stata di grande impatto emozionale, le persone sopratutto giovani con il desiderio di incontrarci e sapere la nostra provenienza un forte desiderio di confronto, un popolo in cammino verso nuovi orizzonti. paesaggi mozzafiato si aprivano ai nostri occhi a volte sembrava di essere in un altro pianeta.
che splendide citta’ abbiamo visitato, queste mosche ricche di storia nelle quali ci si poteva immergere e risipirare appunto tutta la storia che aveva attraversato le ricche volte dai disegni che inneggiano al creato che ci circonda con noi portiamo ancora queste forti emozioni i nostri occhi sono ancora carichi di colori e immagini straordinarie. colori suoni e senzazionali profumi ci hanno avvolti per imprimere nella nostra mente questo splendido paese.
la gioia e l’entusiasmo ci ha sempre accompagnati anche a fronte a volte di imprevisti poco piacevoli come appunto abbiamo avuto.
un forte plauso poi all’ultimo giorno della nostra permanenza, la visita ad un campo nomade, penso spesso all’accoglienza che abbiamo avuto dalla padrona di casa, grande dignita, sorrisi e desiderio di condivisione offrendoci il loro pranzo , e’ stato per noi un grande insegnamento e un bellissimo momento, gioia e emozioni si alternavano. cosa vi posso dire ragazzi siete fantastici, il vostro e’ un bellissimo lavoro continuate così e’ la strada giusta per avere un futuro emozionante oltre che redditiizio.
viva l’iran……..
un grande e affettuoso abbraccio da parte di tutti noi grazie-Gruppo 6 Rossella
il mio personalissimo grazie e molti abbracci e baci. ciaooooooooooooooooooooo Rossella

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